Bulgaria e Romania un “euranno” dopo

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Europa: Cambiamenti nella vita quotidiana

Dopo 12 mesi si può già tracciare un bilancio dei primi cambiamenti occorsi nella quotidianità dei cittadini bulgari e rumeni. Benefici concreti come stabilità economica, accesso ai fondi strutturali Ue o approvazione di nuovi programmi hanno dato ai cittadini bulgari "una maggiore fiducia in se stessi e il sentimento di aver fatto la scelta giusta", spiega l’eurodeputata bulgara del gruppo socialista Marusya Lyubcheva (PSE).

In Romania, invece, racconta l’eurodeputato rumeno Marian-Jean Marinescu del gruppo dei partito popolare europeo e democratici europei (PPE-DE), i più grandi cambiamenti sono stati "l’abolizione dei controlli in frontiera, la possibilità di lavorare legalmente all’estero e il riconoscimento dei titoli di studio".

Impegno per i cittadini

Per tutti i neo-eurodeputati, l’impegno per i cittadini occupa il primo posto dell’attività politica. Farsi "portavoce delle richieste" e "avere un riscontro" dal settore lavorativo, come quello vitivinicolo, è per la deputata bulgara Petya Stavreva del gruppo del partito popolare europeo e democratici europei (PPE-DE), "l’aspetto più importante del suo ruolo".

"Migliorare la qualità di vita dei propri cittadini" è invece ciò che conta di più per il collega rumeno Marinescu del gruppo dei partito popolare europeo e democratici europei (PPE-DE), attento soprattutto "ai temi legati al lavoro".

Elezioni europee 2009

La grande sfida sarà però l’elezione europea del 2009. Sono due le ricette dell’eurodeputato bulgaro Metin Kazak del gruppo dell’alleanza dei liberali e dei democratici per l’Europa (ALDE) per aumentare la partecipazione popolare: "Maggiore consapevolezza nell’agenda del Parlamento europeo e del suo ruolo nel processo decisionale", ma anche "educazione informale alla cittadinanza europea".

"Se i cittadini capiscono il valore aggiunto dell’Europa per le politiche dei singoli paesi membri, commenta l’eurodeputato rumeno Adrian Severin del gruppo socialista (PSE), allora diventeranno 'convinti sostenitori' dell’Ue". Prima controprova, "la partecipazione al voto alle Euro-elezioni 2009".