Roma: Alla vigila della Giornata per la vita specialisti insieme ad esperti di bioetica e di scienze sociali si sono riuniti in occasione dell’incontro annuale delle Scuole di Ostetricia e Ginecologia degli atenei romani, dedicato al tema La medicina prenatale e la tutela della vita che si è tenuto all’Università Campus Bio-Medico di Roma. I lavori sono culminati in un Documento Finale, sottoscritto dai primari delle cattedre ginecologiche della Capitale, fra i quali il prof. Pierluigi Benedetti Panici del Policlinico Umberto I di Roma.
Nel testo viene sottolineata la "necessità assoluta di rapportare correttamente il livello di rischio di ogni singola gravidanza" evitando usi impropri della diagnostica prenatale. E, in caso di problematiche fetali, si raccomanda di "informare i genitori sul significato di questa patologia, sul trattamento del feto, ove possibile, e sull’assistenza del neonato affetto, nell’ambito di un corretto e responsabile approccio alla coppia in attesa di una nuova vita".
I ginecologi hanno inoltre sottolineato l’urgenza di "investire nella ricerca e nella formazione del personale sanitario, medico e paramedico, e dei medici in formazione specialistica, nell’ambito della Medicina Fetale al fine di tutelare la Vita come bene unico ed intangibile e offrire opzioni terapeutiche sempre più valide". Il testo finale invita poi tutti gli specialisti a fornire "un attento counselling improntato all’umanità, che è tipica e inscindibile nel ruolo del sanitario, che, in questo frangente come non mai, va ad assumere un ruolo nel processo decisionale e nel supporto della coppia".
Gli specialisti concludono invocando la nascita di "una vera forma di biopolitica dove la politica sia al servizio della verità scientifica, e non di esigenze economiche o di qualunque atteggiamento medico difensivo".
È intervenuta all’incontro anche il Ministro della Salute, Beatrice Lorenzin che ha evidenziato l’esigenza di "organizzare un’assistenza post-parto diversa, che non faccia sentire le donne sole nei primi due mesi dopo che hanno partorito. Non tutte, infatti, hanno la fortuna di avere genitori che possono fare i nonni a tempo pieno. Sull’allattamento è necessario avere delle nuove linee guida nazionali e poi bisogna mettere le donne nella condizione ottimale per allattare. Non ci dobbiamo stupire se una donna allatta alla fermata dell’autobus o al ristorante o sul posto di lavoro, non c’è nulla di male. Siamo arrivati ad avere il tabù dell’allattamento. Si vedono donne nude ovunque, però non si può allattare perché qualcuno rimane turbato". Il ministro ha poi continuato: "La frontiera della natalità è il vero allarme del nostro Paese. Se non ricominciamo a far nascere figli – ha detto ancora Lorenzin – rischiamo un’implosione, oltre a un rattrappimento culturale, etico e morale. Diventare genitori deve essere ‘cool’, dobbiamo nuovamente rendere attraente e normale il fatto di affrontare la genitorialità e aiutare le famiglie con politiche attive, che la sostengano. Ma non è sufficiente. Dobbiamo essere in grado di adeguare i nostri modelli organizzativi, considerando il fatto che non nascono più bambini".
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