Succede di rado che la macchina legislativa venga messa in moto da una persona, eppure la cosa è riuscita alla biologa ticinese Marisa Jaconi. La legge federale sulla ricerca con le cellule staminali (Lcel), che a fine novembre sarà sottoposta al voto referendario, potrebbe infatti legittimamente chiamarsi Lex Jaconi.
I fatti. Nella primavera del 2000, la signora Jaconi, biologa presso la clinica universitaria di Ginevra, inoltrò una richiesta al Fondo Nazionale Svizzero (FNS). Lei e la sua èquipe, comprendente anche il professor Karl-Heinz Krause, chiedevano un sussidio economico per un progetto di ricerca che contemplava anche l’uso di cellule staminali embrionali umane da importare dagli Stati Uniti. FNS non rispose immediatamente, ma si prese del tempo: la richiesta veniva infatti a situarsi in una zona giuridica grigia e in un campo minato dal punto di vista etico. Se la Costituzione e la legge allora vigente stabilivano le modalità per trattare il patrimonio genetico, la ricerca con le cellule staminali non era ancora stata regolamentata, men che mai l’importazione di cellule embrionali. Malgrado queste difficoltà , nel settembre 2001 il FNS autorizzò il progetto, suscitando il malumore del mondo politico che si senti' scavalcato. l’autorizzazione concessa da FNS appariva pregiudizievole per la ricerca con le cellule staminali embrionali nel suo complesso. Decisioni tanto importanti spettano alla politica, non alla scienza -veniva detto da molte parti.
A posteriori si ò riconoscere che una qualche ragione i responsabili politici potessero aveRla. La Lcel, infatti, autorizza e regolamenta non solo l’importazione, ma anche reperimento e ricerca con le cellule staminali embrionali. Diciamo allora, che il FNS ha fatto da apripista. Il dipartimento della Sanità -allora diretto dalla Consigliera Federale Ruth Dreifuss-, si prese a cuore la questione e in poco tempo elaborò un disegno di legge da sottoporre al Parlamento. Questi lo modificò in senso restrittivo e stralciò il capitolo della ricerca con gli embrioni perché la norma prevista dal Governo pareva non avesse un'adeguata copertura costituzionale. Comunque, alla fine del 2003, la legge fu approvata sia dal Consiglio Nazionale, sia dal Consiglio degli Stati.
Il criterio cui i parlamentari si erano ispirati rispondeva al motto: "regole al posto di divieti". Una linea di condotta che lungo il cammino ha conosciuto però molte deroghe. Infatti la nuova legge proibisce tassativamente, per esempio, lo sfruttamento commerciale delle cellule staminali embrionali e degli embrioni; il brevetto su cellule staminali embrionali o linee di staminali; la creazione di embrioni per la ricerca o di cloni”¦ Con i limiti introdotti, i parlamentari intendevano salvaguardare la dignità dell’embrione e preservarla da possibili abusi. Gli unici embrioni a poter essere impiegati dai ricercatori sono i soprannumerari, quelli derivanti dalle tecniche di fecondazione assistita e non più impiantabili nell’utero per tanti motivi. Questi embrioni sono conservati a meno 196 gradi nei centri per la fecondazione assistita. La vecchia legge prevedeva di lasciarli morire visto che non avevano "la possibilità di sopravvivere". Attualmente ci sono 1.500 embrioni in soprannumero e ogni anno se ne producono circa 200.
Ma anche l’impiego degli embrioni in soprannumero è soggetto a regole: il consenso scritto della coppia, l’autorizzazione del dipartimento della Sanità e di una commissione etica. Inoltre, i ricercatori devono dimostrare che i risultati attesi non siano ottenibili per altre vie. Questo passaggio getta un ponte verso la ricerca con le staminali adulte, che sono meno problematiche dal punto di vista etico, ma il cui potenziale terapeutico appare inferiore. Ancora, le cellule staminali embrionali si possono usare solo per scopi scientifici altamente qualificati, in grado cioè di offrire conoscenze importanti per la cura di malattie gravissime. In quanto all’importazione, la norma prescrive che anche le staminali importate debbano derivare da embrioni soprannumerari e previo consenso della coppia.
Contro questa legge si sono mosse le organizzazioni antiabortiste "Si' alla Vita" e "Aiuto svizzero per madre e bambino", come pure "l’Appello di Basilea" contro l’ingegneria genetica, di orientamento sinistra-verde. Sono state raccolte 85.470 firme di persone che condividono il seguente ragionamento: la dignità umana è minacciata e l’embrione strumentalizzato poichè verrebbe usato per salvare altre vite; inoltre si rischia che la sperimentazione con le staminali embrionali conduca alla clonazione e alla modificazione genetica dell’uomo.
Ma intanto, che ne è stato del progetto di ricerca di Marisa Jaconi? Il suo gruppo è riuscito ad isolare le cellule cardiache per studiarne la funzione. A loro interessa scoprire perché, da una certa età in poi o in seguito di una lesione come l’infarto, il muscolo cardiaco perda la capacità di rigenerarsi.
Rosa a Marca
http://staminali.aduc.it
Ultimi Articoli
La mortalità per cancro cala in Europa – tassi in diminuzione nel 2026, ma persistono disparità
Carofiglio porta — Elogio dell'ignoranza e dell'errore — al Teatro Manzoni
Teatro per tutta la famiglia: “Inside and Out of Me 2” tra ironia e interazione
Dogliani celebra quindici anni di Festival della TV con “Dialoghi Coraggiosi”
Sesto San Giovanni — 180 milioni dalla Regione per l’ospedale che rafforza la Città della Salute
Triennale Milano — Una settimana di libri, musica, danza e arti sonore dal 20 al 25 gennaio
A febbraio la corsa alle iscrizioni nidi – Milano apre il portale per 2026/2027
Hackathon 2025 — a Palazzo Lombardia gli studenti sfidano il cyberbullismo
Firmato il nuovo Protocollo per il Punto Unico di Accesso tra Municipio Roma III e ASL Roma 1