Non solo torroni, panettoni, dolci di ogni specie. Negli allegri cesti natalizi troviamo anche lenticchie, frutta secca e, talvolta, agrumi dalla buccia lucida e levigata a guarnire le confezioni. Si tratta di alimenti che, oltre ad allietare il nostro palato, offrono un importante apporto di vitamine e fibre necessarie per la nostra salute.
Un ruolo importante giocano i legumi, tipici della dieta mediterranea, come le lenticchie, che andrebbero assunte non solo a Capodanno. Insieme con ceci, fagioli, sono ottime fonti di proteine vegetali (ne contengono dal 20 al 40% a seconda del legume), che presentano un buon grado di digeribilità , ossia una utilizzazione biologica di circa il 70 %. “Tutti i legumi in genere " spiega il professor Piergiorgio Pietta dell’Istituto di tecnologie biomediche del Cnr di Milano - sono ricchi di aminoacidi essenziali, ossia i ’mattoni’ che servono alla sintesi di proteine ad elevata funzionalità biologica. Essendo poveri di aminoacidi solforati,
Sulle tavole natalizie non mancano le confezioni di frutta secca. Si va dalle noci, nocciole, pistacchi, alle prugne, albicocche, datteri. “Questi prodotti " continua Pietta - sono ricchi di proteine e fibre, vitamina B6 ed E, di minerali, quali magnesio, rame, zinco, selenio e potassio, di antiossidanti che aiutano a prevenire lo stress ossidativo responsabile del precoce invecchiamento e delle malattie cronico-degenerative”. Mangiando un po’ di frutta secca ogni giorno, come la dieta mediterranea consiglia, si può avere la certezza di assumere una ricca gamma di nutrienti, tenendo anche a freno l’appetito.
Dicembre è anche il mese degli agrumi. La natura ci viene incontro donandoci questi straordinari frutti per affrontare il rigore del freddo invernale. Essi contengono la vitamina C, che stimola le difese immunitarie del nostro organismo, carotenoidi, importanti per la vista, gli antociani e flavoni, antiossidanti e vasoprotettivi, il calcio, il potassio, la pectina, una fibra solubile che dà senso di sazietà e rallenta l’assorbimento degli zuccheri. Dell’arancia non si butta via neanche la buccia, utile per preparare infusi per la digestione e blandi rilassanti.