LA MINISERIE ANDRÀ IN ONDA SU CANALE 5 IN PRIMA SERATA PROPRIO IN OCCASIONE DELLA RICORRENZA DELLA MORTE DI GIOVANNI PAOLO II
DOMENICA 2 E LUNEDÌ 3 APRILE 2006
Nel pomeriggio del 30 Marzo, nell’Aula Paolo VI, in presenza del Santo Padre Benedetto XVI, ha avuto luogo la proiezione del film: "Karol, un Papa rimasto uomo", del regista e sceneggiatore italiano Giacomo Battiato, dedicato alla vita di Giovanni Paolo II. Benedetto XVI aveva assistito alla prima parte del film "Karol, un uomo diventato Papa", nel maggio dello scorso anno, a poca distanza dalla scomparsa di Giovanni Paolo II.
Al termine della proiezione del film girato per la televisione, il Papa, ringraziando il regista, i suoi collaboratori e l’attore Piotr Adamczyk, che ha interpretato il ruolo di Giovanni Paolo II, ha detto che essi "con sapiente maestria ci hanno riproposto i momenti centrali del ministero apostolico del mio venerato Predecessore".
"Con questa seconda parte della fiction" - ha commentato il Papa - "si conclude il racconto della vicenda terrena dell’amato Pontefice. Abbiamo riascoltato l’appello iniziale del suo Pontificato risuonato nel corso degli anni tante volte: 'Aprite le porte a Cristo! Non abbiate paura!'. Lo scorrere delle immagini ci ha mostrato un Papa immerso nel contatto con Dio e proprio per questo sempre sensibile alle attese degli uomini. Il film ci ha fatto idealmente ripensare ai suoi viaggi apostolici in ogni parte del mondo; ci ha dato modo di rivivere i suoi incontri con tante persone, con i Grandi della terra e con semplici cittadini, con illustri personaggi e persone sconosciute. Tra tutti merita una menzione speciale l’abbraccio con Madre Teresa di Calcutta, legata a Giovanni Paolo II da un'intima sintonia spirituale. Impietriti, come se fossimo presenti, abbiamo riudito gli spari del tragico attentato in Piazza San Pietro del 13 maggio 1981".
"Dall’insieme è emersa" - ha proseguito Benedetto XVI - "la figura di un instancabile profeta di speranza e di pace, che ha percorso i sentieri del globo per comunicare il Vangelo a tutti. Sono tornate alle mente le sue parole vibranti per condannare l’oppressione di regimi totalitari, la violenza omicida e la guerra; parole piene di consolazione e di speranza per manifestare vicinanza ai familiari delle vittime di conflitti e di drammatici attentati, come quello alle Torri Gemelle di New York; parole di coraggio e di denuncia verso la società consumistica e la cultura edonistica, protesa a costruire un benessere semplicemente materiale che non può soddisfare le attese profonde del cuore umano".
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