Milano " Le Commissioni Permanenti Bilancio del Senato della Repubblica e della Camera dei Deputati, riunite in udienza congiunta e Presieduta dall’On. Giancarlo Giorgetti, hanno audito ieri pomeriggio alle ore 14.30 l’Assessore al Bilancio Giacomo Beretta, a Roma per illustrare lo stato della finanza locale e avanzare delle richieste.
All’ordine del giorno della Commissione l’audizione dei rappresentanti di A.N.C.I., U.P.I. ed UNCEM sulla manovre finanziaria, per conoscere dai diritti interessati lo stato dell’arte della finanza degli enti locali del Paese, stante il periodo di difficile crisi economica.
L’assessore al Bilancio Beretta ha ribadito a Senatori e Deputati che il Comune di Milano ha sempre rispettato, a costo di enormi sacrifici, il Patto di stabilità , affermando tuttavia quanto “sempre più in questi anni i bilanci dei Comuni siano stati obbligati a basarsi sulle entrate proprie, che ormai pesano per circa il 70% sui nostri bilanci, a fronte di un andamento decrescente dei trasferimenti statali, che però non si è accompagnato alla possibilità di modificare le aliquote delle imposte locali e dei servizi, a causa della pressione fiscale nazionale”.
Beretta ha con forza richiesto “che non vengano comminate sanzioni a chi nel 2009 non rispetterà i vincoli del Patto in conto capitale, perché chi ha correttamente contenuto la spesa corrente possa almeno investire. Per quanto riguarda il 2010 ritengo invece che sia necessario rivedere l’importo complessivo della manovra e nell’immediato presente rivedere le norme sul Patto per quanto riguarda il tetto degli investimenti in conto capitale, consentendo a quei Comuni che si sono dimostrati virtuosi di poter investire risorse per realizzare le infrastrutture essenziali per le proprie cittadinanze, indispensabili da subito per aiutare la ripresa del Paese e creare nuova ricchezza”.
Beretta dopo aver definito “ormai paradossale la situazione in cui il Patto ci obbliga a operare”, ha rilanciato la necessità di rivedere i criteri del Patto anche per quanto riguarda la spesa corrente, poichè “in momenti di crisi come l’attuale i Comuni devono erogare sempre più aiuti e sostegno alle fasce deboli della cittadinanza, rischiando tuttavia di sforare i vincoli imposti dal patto per la spesa corrente e trovandosi dunque costretti a tagliare altre voci di spesa”.
“Riteniamo pertanto ormai irrinunciabile " ha proseguito Beretta - una politica tributaria che conceda maggiore autonomia impositiva agli enti locali, oltre a consentire agli stessi di poter trattenere sul proprio territorio una quota sempre maggiore dei flussi tributari che esso produce”.
Proprio in quest’ottica, l’Assessore ha rilanciato la proposta di una sorta di “Patto di stabilità regionale” in cui “divengano sempre più determinanti le notevoli differenze tra le diverse aree del Paese”. “Ritengo fondamentale " ha detto l’Assessore - che anche nel percorso della costituenda Legge sul Federalismo fiscale, si lavori assieme per individuare criteri che abbiano come fondamento la effettiva situazione del Paese con le sue differenti realtà , criteri che nascano da un’analisi di quelle che sono le reali condizioni degli enti locali, e che si eviti di partire dai principi accademici anzichè dalle reali esigenze degli enti a cui la Riforma è destinata”.
A margine dell’udienza, l’Assessore Beretta ha anche ricordato a Giancarlo Giorgetti, assieme agli altri colleghi presenti, la questione della multa europea per gli sgravi fiscali concessi alle Utilities che metterebbe a rischio la distribuzione dei dividendi, rimarcando le durissime conseguenze di un taglio di questa portata sui bilanci comunali.
Per questa delicatissima e urgente questione è stata richiesta ai rappresentanti del Governo di prodigarsi affinchè si possa trovare una soluzione che non penalizzi i Comuni con conseguenze gravissime.
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