Roma – "Il comportamento tenuto dagli esponenti leghisti in occasione della ricorrenza dei 150 anni dellunità dItalia vede un solo aggettivo che possa descriverlo al meglio, vergognoso”. Queste le parole del presidente dellItalia dei Diritti, Antonello De Pierro, sul deplorevole atteggiamento del partito del Senatùr, "la vocazione separatista e xenofoba da sempre propugnata dal Carroccio, – spiega De Pierro – facendo riferimento allarticolo 1 dello statuto del partito, nel quale si dice che il movimento è finalizzato a definire lindipendenza della Padania, territorio per altro non chiaramente definito, in paesi normali sarebbe perseguita”. In paesi normali, molto e molti di questItalietta andrebbero perseguiti, anzi, riprendendo le parole del Presidente "In Italia con requisiti simili, si diventa deputato o addirittura ministro”.
Secondo De Pierro "non è ammissibile che in questo momento unintera Nazione sia piegata al ricatto di un partito locale che detiene la maggioranza relativa in una sola Regione. Unanomalia tutta italiana che sta deviando liniziativa legislativa per riformare la giustizia a beneficio di una persona che crede di essere al di sopra della legge, in cambio dellavvio, ardentemente desiderato dai rappresentanti del partito di Bossi, di un processo di secessione. Noi dellItalia dei Diritti crediamo che il Federalismo sia sostenuto dai leghisti in maniera meramente demagogica e strumentale in quanto giuridicamente si parla di una forma di Stato non dissimile al regionalismo, presente in Italia da decenni. E bene che gli italiani non si facciano ingannare – raccomanda de Pierro – dalle vere intenzioni di questi Signori, i quali mirano, secondo quanto tramandato dallideologo Gianfranco Miglio, alla trasformazione del paese in una confederazione de stati. Questa fattispecie separatista non ha niente da spartire con lunità dItalia che ieri abbiamo festeggiato con il grande orgoglio di essere italiani ed eredi di valori patriottici tracciati nella Storia da valorosi uomini del Risorgimento.”
Sul comportamento inaccettabile dei leghisti nella giornata di ieri, il commento del Presidente del movimento extra-parlamentare è duro "In virtù del fatto che Bossi sminuisca lUnità dItalia, definendola una mera retorica risorgimentale, chiederei allOnorevole di studiare un po di Storia prima di sparare inesattezze in libertà, in quanto lunificazione del popolo italiano risale ai tempi dellimpero romano”.
Tanto per rispolverare la memoria, De Pierro ricorda un grave episodio "Mentre a Roma si svolgevano i funerali di Nicola Calipari, funzionario del Sisde ucciso in Iraq nel 2005 ed il tricolore avvolgeva la bara del defunto, cinque ministri leghisti in riunione a Lugano, applauditi da cinquecento scalmanati con materia celebrale in vacanza, improvvisarono una canzone che facev pressappoco così ‘Abbiamo un sogno nel cuore, bruciare il tricolore. Ebbene questa gente non è degna di occupare i posti riservati ai rappresentanti del popolo italiano.
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