(CdL) Dichiarazione di Marco Taradash, portavoce Riformatori Liberali
“Davanti alla crisi mediorientale, il presidente del consiglio Prodi ha indossato i panni di un “facilitatore”, secondo la sua definizione.
A parte l’uso di un’espressione che in italiano sembra uscita da un libro fantasy, quella di rivolgersi all’Iran perché faccia da mediatore fra Israele e gli Hezbollah è un’idea stupida. Ed è pure un segno di involontaria complicità a meno che non si riconosca con chiarezza il ruolo incendiario svolto dall’Iran stesso, oltre che dalla Siria, a favore di Hamas ed Hezbollah nella loro strategia di aggressione verso Israele.
Prodi invece ha creduto di agire con furbizia, opponendosi a una esplicita censura del G8 nei confronti di Siria e Iran; ma la strada su cui si è avviato è la stessa perseguita negli anni trenta da chi cercava, compiacendone le pretese, un illusorio contenimento della Germania hitleriana. Alla fine sul “facilitatore” Chamberlain restò impresso il marchio della viltà e della inadeguatezza.
Inadeguatezza che al momento è il segno di tutta la politica estera italiana, insieme ad una incontenibile presunzione fatta di equivicinanze e non richieste assunzioni di missioni sbagliate. Una politica che, se non corretta rapidamente, assumerà presto, di fronte al possibile aggravarsi della crisi, i connotati della connivenza con l’aggressore. Perchè in realtà , al di là delle buone intenzioni proclamate, Prodi facilita soltanto l’aggressione contro Israele”.
Marco Taradash - [17/07/2006]
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