Il presidente americano George Bush ha lanciato un appello agli studenti americani perché studino più matematica e scienze. "Non per diventare dei secchioni, ma per contribuire al futuro del nostro paese e alla sua salute".
Bush ha fatto questa dichiarazione, ripresa dai più importanti media americani, nel corso di una tavola rotonda organizzata a Albuquerque, la principale città del Nuovo Messico, proprio di fronte ai padiglioni della Intel, l’azienda che produce microprocessori per computer.
Bush è sembrato richiamare idealmente l’appello e il grande sforzo politico organizzativo che un altro repubblicano, Dwight Eisenhower, promosse una grande campagna per l’insegnamento della matematica e delle scienze nelle scuole americane. Era il 1957 e l’Urss aveva appena provocato uno shock agli Stati Uniti lanciando nello spazio il primo satellite artificiale.
In questo caso, Bush stava promuovendo il programma "American competitiveness initiative" che prevede, tra le altre cose, un raddoppio dei finanziamenti per le ricerche di base delle scienze fisiche: 50 miliardi di dollari in dieci anni.
l’altro giorno nel suo discorso sullo stato dell’Unione, Bush aveva proposto l’assunzione di 30.000 insegnanti aggiuntivi in matematica e scienze per le scuole americane.
"Se vogliamo che l’America sia una nazione competitiva negli anni a venire, dobbiamo avere una forza lavoro forte in ingegneria, nelle scienze e in particolare nella fisica. Certo c’è chi spera che la concorrenza mondiale sparisca da sola - ha detto Bush - Ma non sta andando così. Quindi, abbiamo una scelta da fare: o ci ritiriamo diventando protezionisti, oppure capiamo che costa sta accadendo e costruiamo da soli il nostro futuro".
New York Times
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