Palazzo Reale. Una grande mostra monografica racconta l'arte del pittore spagnolo Joaquín Sorolla
Poco noto al pubblico italiano, Sorolla è stato uno dei massimi rappresentanti della moderna pittura iberica a cavallo tra Ottocento e Novecento
Poco noto al pubblico italiano, Sorolla è stato uno dei massimi rappresentanti della moderna pittura iberica a cavallo tra Ottocento e Novecento
Venezia per molti secoli legata all'oriente - L'eredità di Bisanzio nei cerimoniali, architettura e stile di vita, uso del profumo compreso - L'arte del profumo diventa scienza - Forchette e rugiada, acqua arabesca, sapone, lisciva e imbiondire i capelli - Diluvio di libri su profumi e cosmesi
Promuove nuova imprenditorialità nei settori della cultura e dell’arte, della musica e dell’audiovisivo
Il ritorno dopo decenni di un’anziana vedova nella sua villa sul lago progettata da Carlo Scarpa, uno dei più grandi architetti del ‘900, morto nel 1978 in Giappone, innesca un ipnotico flusso di coscienza in cui la donna ripercorre la sua vita, gli incontri con il mondo intellettuale e soprattutto il tumultuoso rapporto con l’enigmatico Maestro. Un testo raffinato ed enigmatico affidato allo straordinario talento di Maria Paiato, superlativa interprete de IL DELIRIO DEL PARTICOLARE Vitaliano Trevisan firma un testo metafisico, dove il racconto del magistero di Scarpa diviene un meraviglioso pretesto per svolgere una malinconica, struggente riflessione sull’arte e sulla fine. Firma la regia un giovane fuoriclasse come Giorgio Sangati, che si avvale di due eccellenti attori come Carlo Valli e Alessandro Mor e di un’artista di immenso talento come Maria Paiato, vincitrice nel 2019 del premio Ubu. Il testo ha vinto il Premio Riccione nel 2017.
OPEN CALL PER Fruit Exhibition nona edizione 5 settembre 2021 Parco della Montagnola, Bologna
Rabaiotti: La cultura è fondamentale per riscattare le parti di città che per troppo tempo abbiamo dimenticato
Il 5, 6, 7 dicembre torna Phoebe Zeitgeist in via della Braida. Stavolta, sul palco del Teatro della Contraddizione, discenderemo nel verso di Goethe e del suo Torquato Tasso con un Primo studio, uno scavo alla ricerca della forza propulsiva della loro arte, dal titolo “A me un dio ha concesso di dire quanto soffro”. Questo studio è un’occasione per iniziare l'esplorazione dell'opera teatrale che Goethe scrisse poco più che quarantenne. Rimase, infatti, attratto dalla figura di Tasso, il primo poeta di corte che, sotto la custodia e la lusinga del potere, impazzì a causa di malsani rapporti di corte e di insinuose strategie pseudo-politiche.
Il Cabaret di "Oscar Teatro" sabato 30 Novembre, ha registrato un grande successo, i due giovani comici hanno saputo intrattenere il pubblico rilassandolo e coinvolgendolo con battute improvvisate, canzoni e risate, numerosi applausi hanno concluso la serata promettendo di ritornare per il prossimo spettacolo in programma a Dicembre . La serata è stata la dimostrazione e, la "vittoria della comicità dal vivo" che continua a rimanere una dimensione unica nonostante l’invasione dei video e del mondo dei social che imperano nella vita quotidiana del mondo moderno . E, a far vivere l’arte della comicità, Oscar Teatro è senza dubbio il luogo idoneo per far conoscere comici di nuova generazione , che si prospettano di diventare nuovi classici, proprio come Vincenzo Albano e Carmine Del Grosso che hanno saputo gestire lo spettacolo rispondendo ad un unico incarico: quello di far ridere ..senza condizioni !
Situata nel cuore di Porta Genova, uno dei quartieri di maggior fermento creativo del capoluogo lombardo, la Corte dei Miracoli, è un punto di ritrovo per tutti coloro che vedono la cultura indissolubilmente legata all’incontro e al dialogo. Un circolo culturale aperto tutti i giorni, con un’offerta artistica di altissimo livello di eventi musicali, spettacoli teatrali, conferenze di arte, letteratura e filosofia. Inaugurata dall'Associazione La Taiga nel febbraio 2017 nella sede di un vecchio teatro milanese ormai in degrado, la Corte dei Miracoli, è diventata in breve tempo il centro di un movimento culturale aperto a tutti. Il piccolo e caratteristico spazio di Via Mortara viene riconosciuto come un importante luogo di ritrovo per la città, in cui si promuove un concetto di cultura a 360°gradi, ma in cui ci si sente irrimediabilmente a casa, in famiglia.