Como - Voleva vendere un rene, ha trovato un lavoro.
Il 52enne comasco che alcuni giorni fa aveva affisso, lungo la tangenziale di Como e in centro Roma, un cartello con cui si diceva disposto a vendere parte di sè per mantenere la moglie gravemente malata, ha trovato un imprenditore che in cambio di 3.500 euro al mese (con partita Iva) gli ha offerto un posto come capo cantoniere.
l’accordo è stato raggiunto poche ore prima che l’uomo prendesse contatti con un 65enne romano disposto a pagare 650 mila euro per avere l’organo.
I due avevano gia' raggiunto un'intesa di massima che prevedeva, a quanto sembra, l’espianto clandestino in una clinica svizzera. Come noto, infatti, in Italia la compravendita di organi è vietata. Tuttavia, il 52enne comasco in pochi giorni aveva ricevuto otto offerte giunte da tutta Italia dopo che il suo annuncio era balzato all’attenzione delle cronache nazionali. "La mia è stata una provocazione - dice ora - anche se poco ci mancava che accettassi l’ultima offerta da 650 mila euro. Fino a poco tempo fa - aggiunge - ero in societa' in una piccola impresa edile ma sono stato truffato dal socio e sono rimasto pressochè sul lastrico con una moglie affetta da malattia generativa. Ho ricevuto 8 offerte di chi voleva il mio rene. Alcune erano ridicole anche perché gli acquirenti non avevano possibilta' economiche.
Mi sono arrivate anche dieci proposte di lavoro: tutte senza assunzione regolare, con partita Iva e un emolumento mensile da miseria". (AGI)
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