Il covo delle nuove Brigate rosse era in uno scantinato di via Montecuccoli, al quartiere Prenestino a Roma. Lo hanno scoperto gli uomini della Digos che oggi hanno fatto irruzione trovando nel locale materiale definito "interessantissimo". A cominciare dal volantino originale della rivendicazione dell’omicidio di Marco Biagi, sino a una quantitativo ingente di esplosivo (oltre cento chili) che ha costretto i vigili del fuoco ad evacuare per qualche ora l’intero palazzo. Il ritrovamento del volantino è la conferma - secondo gli inquirenti, del collegamento tra il gruppo di brigatisti romano, che ha ucciso Massimo D'Antona, e quello che ha agito a Bologna. Il particolare è ritenuto molto importante poichè suffraga le ipotesi investigative sostenute anche nelle ordinanze di custodia cautelare emesse in ottobre.
"È un colpo decisivo. Tutto il materiale che avevano le Br è saltato fuori. La scoperta del covo ha una valenza anche psicologica per i militanti delle Brigate rosse", hanno detto i pm Franco Ionta e Pietro Saviotti.
Il materiale rinvenuto in borse è scatoloni è da inventario: divise delle forze di polizia e deicarabinieri, berretti dei carabinieri, un fucile M12, floppy disk, cassette, telefoni cellulari e stampanti. Ma soprattutto gli agenti hanno trovato nelle scantinato anche i documenti di Nadia Desdemona Lioce e Mario Galesi. Erano tra patenti, fotototessere, e modulistica per la produzione di documenti di identità . Nel covo erano stati portati anche attrezzi da scasso, tronchesi, mazzette e altro.
Tutto materiale che Marco Mezzasalma aveva trasportato da via Maia, l’appartamento utilizzato dal gruppo di presunti brigatisti arrestati a Roma dalla Digos nell’ ottobre scorso e frequentato anche da Mario Galesi e Nadia Desdemona Lioce. La Digos di Roma è riuscita a rintracciare il covo delle br setacciando fin da ottobre tutti gli annunci pubblicati dal bisettimanale Portaportese. (red)
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