Gli Usa irritati: Israele via, e subito

Parlano Bush e Powell. Zinni da Sharon

MEDIO ORIENTE -- Sia il presidente George W. Bush che il segretario di Stato Usa Colin Powell hanno rinnovato con forza lunedì l’appello a Israele a ritirarsi immediatamente dai territori palestinesi.

Bush ha nuovamente affermato, in tono severo e puntando il dito indice: "Dicevo sul serio quello che ho detto al primo ministro d'Israele. Mi aspetto che ci sia un ritiro senza indugio". Bush era in Tennessee per una visita centrata su temi di politica interna, ma ha trovato lo spazio per affrontare il tema Medio Oriente. Il presidente ha comunque invitato i leader arabi a "affrontare il terrorismo" e richiamato arabi e israeliani alla "responsabilità reciproca".

Powell, in Marocco per la prima tappa del lungo giro diplomatico che lo porterà anche in Israele, ha ripetuto che le forze armate israeliane devono andarsene subito dalle zone dove è in corso l’offensiva militare.

l’inviato speciale degli Stati Uniti in Medio Oriente Anthony Zinni, intanto, ha incontrato lunedì il premier israeliano Ariel Sharon per ripetergli che Washington vuole le truppe fuori dai territori senza ritardi. Zinni "porterà (a Sharon) il messaggio che il presidente diceva per davvero e devono cominciare a ritirarsi adesso", aveva annunciato il portavoce della Casa Bianca, Ari Fleischer.

Powell, che parlava ad Agadir in Marocco dopo un incontro con re Mohamed VI, ha chiesto "una chiara affermazione da Israele (del fatto che) si stanno ritirando" dai territori e ha detto che "devono farlo ora". Al re del Marocco il capo della diplomazia Usa ha chiesto di insistere presso Yasser Arafat perché il capo dell’Autorità palestinese si esprima contro il terrorismo.

Quanto alla possibilità d'incontrare Arafat, Powell non ha fornito dettagli ma ha detto che arriverà a Gerusalemme in settimana e una volta in Israele "valuterò quanto restarci". l’itinerario di Powell prevede tappe in Spagna (presidente di turno della Ue), Egitto e Giordania prima di arrivare in Israele. Non è chiaro dove e come la delegazione americana pensi di vedere Arafat.

Powell ha in agenda anche un incontro lunedì sempre in Marocco con il principe saudita Abdullah, autore della proposta a Israele centrata sulla pace con gli arabi in cambio del ritiro ai confini pre-1967 e della nascita di uno stato palestinese. Inoltre vedrà anche il ministro degli Esteri russo, Igor Ivanov, e il segretario generale delle Nazio Unite, Kofi Annan.

La missione diplomatica comunque si annuncia difficile per ammissione della stessa amministrazione Bush. I toni duri di Sharon e la continuazione dell’offensiva militare complicano un viaggio già difficile, ha detto una fonte della Casa Bianca alla CNN. "La fiducia attualmente è zero, quindi è difficile chiedere che qualcuno faccia qualcosa se non pensa che Israele sia interessata a un cessate il fuoco", ha detto la fonte.

"È ora che il primo ministro Sharon dia retta a quello che dicono i suoi amici", è stato il commento del portavoce del Consiglio per la sicurezza nazionale, Sean McCormack. La Casa Bianca ha fatto sapere che il fine settimana è passato con continui contatti "a vari livelli" nei quali l’amministrazione Bush ha manifestato la propria crescente irritazione per il fatto che Israele ha ignorato la richiesta del presidente di fine dell’offensiva militare.