ROMA: Nino Manfredi, all’età di 83 anni compiuti lo scorso marzo, colpito da una grave malattia che lo costringeva a rimanere nel suo privato da circa 1 anno; dopo la morte del Grande Alberto Sordi, ci lascia alle 9:00 di questa mattina, ora italiana uno dei più grandi attori del Grande e Piccolo Schermo.
Le Sue condizioni erano peggiorate, da dieci giorni. Lo ha annunciava Luca Manfredi, figlio di Nino
"È ancora più smagrito e ormai - spiega Luca - ci aspettiamo il peggio. Anche se i medici per ora non hanno fatto alcuna previsione".
Queste le parole del figlio “Luca” dette una decina di giorni fa.
Con la sua Morte è morta un'altra grande perla, appartenente ad un filone di grandi artisti e personaggi dello spettacolo.
Nota Biografica
Attore. Dopo aver preso la Laurea in Giurisprudenza per compiacere i suoi genitori, inizia a frequentare a Roma l’Accademia d'Arte Drammatica. I primi passi da attore sono sul palcoscenico del Piccolo Teatro di Milano dove interpreta Shakespeare e Pirandello. Ma la vena umoristica e la simpatia che caratterizzano tutti i suoi personaggi vengono alla luce sui palcoscenici del teatro di rivista. Raggiunge la popolarità alla fine degli anni Cinquanta grazie ad una serie di film dove interpreta l’italiano furbo in cui si specchia l’Italia del boom economico, come il dongiovanni di paese in "Tempo di Villeggiatura" (1956), il gangster dilettante in "Susanna tutta Panna" (1957) o l’aspirante ladro che per conquistare le ragazze si finge paracadutista in "Guardia, Ladro e Cameriera" (1958). In televisione spazia dal varietà del sabato sera come "Canzonissima 1960", ai grandi sceneggiati come "Pinocchio" (1971) di Luigi Comencini in cui interpreta un memorabile Geppetto. Nello stesso periodo ottiene ruoli importanti anche nel cinema, come nel film "Parliamo di Uomini" (1965) di Lina Wertmüller,in cui interpreta quattro diversi personaggi, ottenendo il Nastro d'argento come migliore attore protagonista. Anche come regista ha successo, ricordiamo il film "Per Grazia Ricevuta" (1970), premiato al Festival di Cannes e che gli vale due Nastri d'argento: per il miglior soggetto originale e per la miglior scenggiatura (condiviso con Piero De Bernardi e Leonardo Benvenuti). Memorabili alcuni suoi personaggi: l’innocente perseguitato in "Girolimoni, il mostro di Roma" (1972) di Damiano Damiani o lo sprovveduto emigrante italiano in Svizzera in "Pane e Cioccolata" (1974) di Brusati. Nel 1974 è la volta di "C'eravamo tanto amati" di Scola e nel 1980 con "Cafè Express" di Nanni Loy, ottiene un altro Nastro d'argento. Altre sue memorabili interpretazioni drammatiche sono quelle di "In Nome del Papa Re" (1977), altro Nastro d'argento, "Secondo Ponzio Pilato" (1986) e "In Nome del Popolo Sovrano" (1990) tutti film con la regia di Luigi Magni. Sempre in televisione ottiene grande successo nel 1992 interpretando il ruolo del poliziotto nello sceneggiato prodotto dalla Rai "Commissario a Roma" e nel 1999 con la mini serie "Linda e il Brigadiere", accanto a Claudia Koll. Nel 2000 è interprete della fiction tv "Una storia qualunque" di Alberto Simone. Nel 2001 è uno dei protagonisti di "Meglio tardi che mai", film Tv diretto dal figlio Luca (con cui aveva già lavorato nel '98 in "Grazie di tutto"). Il 2003 lo vede ancora protagonista sia al cinema ("La fine di un mistero" di Miguel Hermoso) che in televisione ("Chiaroscuro" di Tomaso Sherman, "La notte di Pasquino" di Luigi Magni, "Un posto tranquillo" di Luca Manfredi).
Sposato con Erminia, una bellissima indossatrice, ha formato una famiglia di stampo patriarcale. Dei suoi tre figli, la prima, Roberta, si occupa di produzione ed è la moglie del regista Alberto Simone, Luca fa il regista ed è stato sposato con l’attrice Nancy Brilli.
Redazione
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