Un volo Roma-Lisbona sottoposto a controlli dopo l’atterraggio, un Praga-Roma deviato a Venezia e nuove minacce contro aerei e redazioni giornalistiche. Venerdì 6 novembre gli allarmi bomba hanno nuovamente interessato diversi Paesi europei, dopo gli episodi del 3 e del 5 novembre. Le verifiche riportate negli aggiornamenti non hanno confermato la presenza di ordigni. In Italia sono stati aperti fascicoli a Roma, Milano e Busto Arsizio, con il coordinamento della Procura nazionale antimafia e antiterrorismo.
Alle segnalazioni si è aggiunta un’email inviata a diverse testate, nella quale il mittente rivendica gli allarmi e minaccia altre azioni contro i trasporti. «Questo è solo l’inizio», si legge nel messaggio firmato con il nome Mikhail Andropov. L’identità dell’autore e l’autenticità della rivendicazione non sono state verificate.
Il Praga-Roma deviato a Venezia, controlli sul Roma-Lisbona
Il volo Wizz Air partito da Praga e diretto a Fiumicino, dove era atteso alle 11, è stato fatto atterrare precauzionalmente a Venezia dopo una segnalazione di esplosivo a bordo. Al Marco Polo sono scattati gli accertamenti della polizia e il traffico aereo è stato sospeso per poco più di un’ora. Le verifiche si sono concluse intorno alle 12.30 con esito negativo. Nel pomeriggio l’aereo ha raggiunto Roma.
I passeggeri hanno descritto uno sbarco ordinato e controlli sui bagagli. «Solo una volta arrivati ci hanno spiegato il motivo», ha raccontato Barbara Iacchino, di ritorno nella Capitale. Altri viaggiatori hanno riferito di essere stati rassicurati dall’equipaggio e di non aver percepito particolare preoccupazione a bordo.
A Lisbona, invece, l’allerta ha riguardato un Ryanair proveniente da Roma, atterrato regolarmente intorno alle 8 locali, le 9 in Italia. Dopo la segnalazione ricevuta dalla polizia portoghese sono state avviate le verifiche sull’aeromobile.
Le segnalazioni in Francia, Spagna e Repubblica Ceca
Quattro aerei interessati dalle minacce nei cieli francesi sono atterrati senza problemi: tre a Orly e uno a Bordeaux. In Spagna sono stati controllati quattro voli diretti a Madrid, tre provenienti da Londra e uno da Monaco di Baviera. Le forze di sicurezza spagnole hanno escluso la presenza di esplosivi.
A Praga gli aggiornamenti della giornata hanno progressivamente ampliato il numero dei collegamenti coinvolti. La portavoce dell’aeroporto Václav Havel ha indicato complessivamente nove voli in arrivo o in partenza. Intorno alle 14.30 è stata comunicata la conclusione delle verifiche degli artificieri, tutte negative, e il completo ripristino dell’operatività.
Allerte anche per due voli diretti a Sofia, provenienti da Londra e Bruxelles: entrambi sono atterrati in sicurezza e i controlli non hanno rilevato elementi preoccupanti. L’aeronautica ungherese ha fatto decollare caccia per scortare tre collegamenti civili nel proprio spazio aereo. A Copenaghen la polizia è intervenuta nuovamente nello scalo, precisando che, secondo la valutazione preliminare, non vi era stato pericolo per passeggeri e altre persone presenti.
Redazioni evacuate in Irlanda, un’email anche a Nova TV
Le minacce hanno raggiunto anche i mezzi di informazione. In Irlanda sono stati evacuati lavoratori di RTÉ, Newstalk Radio, Today FM, Virgin Media e Irish Independent. La trasmissione di RTÉ Radio One «Today With David McCullagh» è stata interrotta e sostituita dalla musica mentre il personale usciva dagli edifici di Donnybrook. La programmazione regolare è ripresa alle 10.13.
L’email ricevuta prima delle 9 annunciava un’esplosione entro 45 minuti. Sul posto è intervenuta la polizia con cani addestrati. Anche l’emittente privata bulgara Nova TV ha riferito di aver ricevuto un messaggio contenente una minaccia di bomba e una rivendicazione degli allarmi al traffico aereo europeo. La redazione ha applicato le misure di sicurezza senza interrompere le trasmissioni.
Secondo quanto riportato dal Financial Times, un dirigente di RTÉ ha indicato in 18 i media destinatari della rivendicazione. Reuters ha riferito che i messaggi ricevuti dall’emittente irlandese e da Nova TV avevano come oggetto «Messaggio all’Occidente» ed erano firmati Mikhail Andropov. Quella firma, da sola, non identifica il responsabile e non dimostra un coinvolgimento russo.
Le inchieste italiane e la ricerca degli autori
A Roma si procede per procurato allarme contro ignoti in relazione agli episodi che hanno interessato Fiumicino. La Procura di Busto Arsizio ha aperto un fascicolo per lo stesso reato dopo le segnalazioni del 5 novembre su due voli arrivati a Malpensa da Salonicco e Porto: in entrambi i casi non sono stati trovati ordigni.
Diversa la situazione iniziale a Milano, dove il fascicolo è stato aperto a modello 45, senza ipotesi di reato né indagati, dopo l’arrivo delle informative relative a Malpensa e Linate. L’Agenzia per la cybersicurezza nazionale ha trasmesso informative agli uffici distrettuali; gli accertamenti si svolgono sotto il coordinamento della Procura nazionale antimafia e antiterrorismo.
Gli specialisti della polizia postale lavorano sui messaggi e sui loro percorsi informatici. Sono stati attivati i canali di cooperazione internazionale per individuare i server attraversati dalle email e gli indirizzi IP utili a risalire agli autori. Secondo i primi riscontri riportati, alcuni messaggi sarebbero transitati attraverso indirizzi compromessi o servizi di posta che garantiscono anonimizzazione. Resta da accertare l’eventuale esistenza di una regia comune.
La smentita dello Stato Maschile e le responsabilità ancora da accertare
Una delle email dei giorni precedenti riportava la firma dei «Combattenti dello Stato Maschile», richiamando il movimento russo estremista Muzhskoye Gosudarstvo. Un account Telegram collegato al gruppo, rispondendo al servizio russo della BBC, ha negato il coinvolgimento. La firma apposta a un messaggio e la successiva smentita non risolvono la questione dell’attribuzione.
Il ministro degli Esteri spagnolo José Manuel Albares ha definito l’ipotesi di un’aggressione ibrida e di una guerra psicologica la più plausibile, sottolineando però la necessità di altro tempo per identificare i responsabili. Anche Antonio Tajani ha precisato che, per questi allarmi, non vi sono ancora prove sugli autori.
Giorgia Meloni ha espresso preoccupazione per gli episodi che colpiscono infrastrutture civili. La presidente del Consiglio ha chiarito che non è possibile stabilire, allo stato degli accertamenti, se i falsi allarmi sugli aerei e gli altri attacchi informatici richiamati nelle sue dichiarazioni siano collegati.
Coordinamento europeo e conseguenze sui viaggi
La Commissione europea ha attivato un meccanismo di scambio di informazioni fra gli Stati membri, ai quali resta la responsabilità principale delle indagini. Europol si è detta pronta a sostenere le autorità nazionali. Per la settimana successiva è previsto a Bruxelles un incontro degli esperti di sicurezza aerea dei 27 Paesi.
I disagi operativi non si erano tradotti, secondo Assoviaggi, in un fenomeno di cancellazione delle prenotazioni. Il presidente Gianni Rebecchi ha riferito che, nelle rilevazioni dell’associazione, i viaggiatori continuavano a percepire gli episodi come falsi allarmi. Matteo Salvini ha però segnalato il rischio di ripercussioni sulle cancellazioni e sulla fiducia dei passeggeri se le minacce dovessero proseguire.
Informazioni sui voli e sugli accertamenti
Gli episodi descritti si riferiscono agli aggiornamenti di venerdì 6 novembre. Per il Praga-Roma deviato a Venezia, le verifiche si sono concluse con esito negativo e il collegamento ha successivamente raggiunto Fiumicino.
I conteggi dei voli coinvolti sono cambiati nel corso della giornata e riguardano aggiornamenti e ambiti geografici diversi: non vanno sommati automaticamente, perché alcuni collegamenti possono comparire in più rilevazioni.
L’autenticità dell’email di rivendicazione, l’identità del mittente e l’eventuale collegamento fra le diverse ondate di minacce restano da accertare.
Domande frequenti
- Perché il volo Praga-Roma è atterrato a Venezia? Il collegamento Wizz Air è stato deviato precauzionalmente dopo una segnalazione di esplosivo a bordo. I controlli hanno dato esito negativo e l’aereo ha poi raggiunto Roma.
- Sono stati trovati ordigni durante i controlli? Gli aggiornamenti riportati descrivono verifiche negative e allarmi non confermati. Per il Roma-Lisbona, il resoconto specifico riferisce l’avvio dei controlli senza dettagliarne l’esito.
- Chi ha rivendicato gli allarmi bomba? Un’email inviata a diverse testate era firmata con il nome Mikhail Andropov. L’identità dell’autore e l’autenticità della rivendicazione non sono state verificate.
- Chi coordina gli accertamenti in Italia? Le procure competenti hanno aperto fascicoli e gli accertamenti sono coordinati dalla Procura nazionale antimafia e antiterrorismo.
- È stato dimostrato un coinvolgimento russo? No. Le dichiarazioni riportate distinguono i sospetti dalle prove, che per l’attribuzione degli allarmi non risultano acquisite.