L’11 maggio, al Teatro alla Scala di Milano, si è tenuta la celebrazione per gli 80 anni dalla ricostruzione dopo i bombardamenti del 1943. Il teatro era stato colpito insieme a una città già ferita, oggi se ne è ricordato il ritorno in vita. A due giorni dall’evento, quel passaggio continua a pesare più dei discorsi: resta l’idea di una rinascita costruita intorno alla musica.
In sala c’erano il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e il presidente del Senato Ignazio La Russa, accanto ai senatori a vita Liliana Segre e Mario Monti. Con loro il presidente di Regione Lombardia Attilio Fontana, l’assessore alla Cultura Francesca Caruso, il sindaco di Milano Giuseppe Sala e il prefetto Claudio Sgaraglia. Un parterre da grande occasione, che ha legato l’anniversario della Scala al racconto del Paese.
Il Capo dello Stato è stato accolto dal sovrintendente Fortunato Ortombina. Prima di entrare in sala ha guardato, in uno spazio riservato, i pannelli della mostra “1946, la Scala rinasce – La ricostruzione del Teatro, della Città, del Paese”, che segue passo dopo passo il cammino dalla distruzione alla riapertura.
La cerimonia è partita con l’Inno nazionale. Poi il saluto del sindaco Sala, un video con immagini di repertorio della ricostruzione e, subito dopo, la musica. Orchestra e Coro della Scala, diretti da Riccardo Chailly, hanno eseguito “Gli arredi festivi” e il “Va’ pensiero” dal Nabucco di Giuseppe Verdi.
La scelta del Nabucco non è un dettaglio. È la terza opera lirica di Verdi, quella che lo ha portato alla fama internazionale, e debuttò proprio alla Scala nel 1842, con Gaetano Donizetti in sala. Anche questo è un filo che torna: storia del teatro, memoria della guerra, ruolo della Scala nella cultura italiana messi nello stesso quadro.
“Quella di oggi è una bellissima giornata”, ha dichiarato Attilio Fontana, ricordando il concerto del 1946 diretto da Arturo Toscanini che segnò la riapertura dopo i bombardamenti dell’estate 1943. “Un momento simbolico della rinascita culturale e civile di Milano nel secondo dopoguerra”.
Anche l’assessore Francesca Caruso ha sottolineato il valore della Scala come riferimento culturale: la ricostruzione, ha spiegato, rappresentò la volontà di ripartire attraverso la musica e la cultura. Il concerto diretto da Toscanini resta uno dei passaggi più significativi della ripresa del Paese.
Le iniziative per l’anniversario proseguono con la mostra curata da Pierluigi Panza, che raccoglie fotografie e documenti sulla ricostruzione. Il percorso è arricchito da un video con testimonianze, tra gli altri, di Pier Luigi Pizzi, Harvey Sachs e Liliana Segre, oltre a registrazioni audio storiche di Toscanini.
All’esterno del teatro è stata installata “Note di luce” di Marco Lodola: tre sculture luminose accompagnate da giochi di luce sulla facciata della Scala, visibili nella piazza antistante.
Informazioni utili
L’anniversario ricorda la ricostruzione completata nel 1946 dopo i bombardamenti dell’agosto 1943. Il concerto inaugurale diretto da Arturo Toscanini rappresentò l’avvio della ripresa culturale della città.
La mostra “1946, la Scala rinasce” è prodotta dal Museo Teatrale alla Scala e documenta le fasi della ricostruzione attraverso materiali storici e testimonianze dirette.
Domande frequenti
- Perché si celebra l’11 maggio? È la data scelta per ricordare la ricostruzione della Scala e il percorso che portò alla riapertura del 1946.
- Qual è il significato del concerto del 1946? Segnò la rinascita del teatro e rappresentò un simbolo della ripresa culturale italiana dopo la guerra.
Glossario
- Teatro alla Scala: storico teatro d’opera di Milano, considerato uno dei luoghi centrali della lirica a livello internazionale.
- Bombardamenti del 1943: attacchi aerei sull’estate 1943 che colpirono duramente Milano, danneggiando anche la Scala.
- Ricostruzione del 1946: lavori che riportarono il teatro in funzione dopo la guerra, con riapertura ufficiale l’11 maggio 1946 diretta da Arturo Toscanini.
- Arturo Toscanini: direttore d’orchestra che guidò il concerto di riapertura della Scala ricostruita nel 1946.
- Nabucco: terza opera lirica di Giuseppe Verdi, debuttata alla Scala nel 1842, da cui è tratto il coro “Va’ pensiero”.
- “Va’ pensiero”: celebre coro del Nabucco, spesso associato all’idea di memoria e riscatto collettivo.
- Resilienza culturale: capacità di una comunità di ricostruire e mantenere la propria vita culturale dopo eventi traumatici, come la guerra.
- Mostra “1946, la Scala rinasce”: esposizione al Museo Teatrale alla Scala che racconta con foto, documenti e testimonianze il passaggio dalla distruzione alla riapertura del teatro.