NAMIBIA: VACCINAZIONI DEL BESTIAME CONTRO DIFFUSIONE EPIDEMIA DI CARBONCHIO (ANTRACE)

"La nostra principale preoccupazione riguarda il bestiame; squadre di veterinari stanno portando avanti una campagna di vaccinazione per prevenire il diffondersi dell’epidemia di carbonchio, mentre altre provvedono a bruciare le carcasse degli animali morti": lo ha detto Malan Lindeque, funzionario del ministero dell’Ambiente della Namibia, annunciando le misure adottate perarginare un’epidemia partita dal parco del Chobe " da giorni chiuso ai visitatori - nel confinante Botswana.

Il carbonchio è una malattia infettiva acuta causata dall’antrace (in termini scientifici, dal batterio ’Bacillus anthracis’), un germe produttore di spore che possono sopravvivere a lungo nell’ambiente.

In Namibia, nella regione di Caprivi, sono morti finora cinque elefanti e quattro bufali, ma il focolaio dell’epidemia sembra in Botswana: nell’area del Chobe, che è tra le principali attrazioni turistiche del Paese, il contagio da carbonchio in pochi giorni ha fatto salire il numero dei bufali uccisi da una settantina ad almeno 180, cui si aggiungono 10 elefanti.

Il carbonchio colpisce soprattutto gli animali erbivori, ma può interessare anche l’uomo, eventualmente contagiato per contatto con animali infetti, soprattutto durante la lavorazione di derivati come pelo, pelle, lana e ossa; molto rara, invece, la trasmissione diretta da persona a persona. [CO]

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Cos’è l’antrace o carbonchio?
l’antrace è una malattia infettiva acuta causata dalle spore del batterio Bacillus anthracis. Solitamente colpisce animali selvaggi o domestici (in particolare bestiame) ma può trasmettersi anche agli uomini come ospite occasionale.-  Il rimedio dei contadini per limitare l’infezione in caso di contagio era di seppellire l’animale 2 metri sotto terra e coprirlo con calce, dato che le spore sono il sistema di sopravvivenza del batterio per reinfettare il bestiame tramite il terreno.

Come si trasmette?
L’infezione da antrace può trasmettersi per via cutanea (pelle), per inalazione (la forma più pericolosa), e per via gastrointestinale. Le spore del B. anthracis possono sopravvivere nel terreno per molti anni.
L’antrace può essere preso anche mangiando carni crude o poco cotte provenienti da animali infetti. Tuttavia in Italia è molto raro trovare animali infetti.

Come è diagnosticata l’antrace?
La diagnosi viene posta isolando nel sangue, nelle lesioni cutanee e nello sputo o secrezioni bronchiali il B. anthracis.-  La diagnosi classica viene eseguita con esami colturali (48 ore), ma da poco sono disponibili metodi che utilizzano metodi con amplificazione del DNA (PCR) che sono più rapidi (8-12 ore).

Quali sono i sintomi dell’antrace?
I sintomi della malattia variano in funzione del periodo tra contagio ed insorgenza. Solitamente i sintomi compaiono entro 7 giorni dal contagio.

Cutanea: Molte infezioni (95%) da antrace sopravvengono quando il batterio entra nell’organismo tramite una ferita o un’abrasione cutanea: solitamente si contrae toccando la pelle o il pelo di un animale infetto. La lesione cutanea inizia con la formazione di una specie di foruncolo pruriginoso simile alla puntura d’insetto ma che entro 2 giorni si trasforma prima in vescica e successivamente in ulcera molto dolente. Solitamente misura 1-3 cm di diametro e si presenta con una caratteristica area necrotica nerastra al centro. I linfonodi adiacenti sono gonfi. Circa il 20% dei casi di antrace cutanea non trattati viene a morte. La morte è rara se viene intrapreso un trattamento antibiotico corretto.

Da inalazione: I sintomi iniziali sono identici a quelli di un banale raffreddore. Dopo alcuni giorni i sintomi si aggravano progressivamente con grave difficoltà respiratoria e shock. L’antrace da inalazione è fatale se non trattata tempestivamente.

Intestinale: La forma intestinale della malattia, può manifestarsi i seguito ad ingestione di carni contaminate ed è caratterizzata da una infiammazione acuta del tratto intestinale. I sintomi iniziali sono nausea, perdita dell’appetito, febbre seguita da dolore all’addome, vomito di sangue e intensa diarrea. La forma intestinale è letale nel 25% - 60% dei casi.

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