LA GIOVINE ITALIA

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ROMA: E in scena al Teatro de Servi fino al 14 Dicembre, la commedia "LA GIOVINE ITALIA”, scritta e diretta da Marco Costa ed interpretata da Maurizio Di Carmine, Roberta Fiorentini, Giulia Elettra Gorietti, Giulio Pampiglione, Luca Ward
Un giovane cardiologo, promettente e scupoloso, viene temporaneamente assunto nel grottesco e fatiscente ospizio chiamato La Giovine Italia, dove un gruppo di irresistibili vecchietti e la trasgressiva infermiera Dafne, gli cambieranno la vita!
Il vecchio ospizio un tempo era fastoso e confortevole, mentre oggi è ridotto a decadente rifugio per vecchi soli e incarogniti dalla vita ed è gestito con allegra incuria dal fantomatico direttore Gildo Cacciapecora noncurante di un esercito di cigolanti anziani che affronta la sua quotidiana battaglia per la vita con inesorabile ripetitività.
Uomini e donne che si fanno beffe dellimminenza della morte, aggrappati alle loro rincuoranti abitudini e dipendenti dalla mediocrità dei palinsesti televisivi.
Tra loro Pietro Vinciguerra, ottantenne polemico, idrofobico, manesco e dissacrante che non riceve mai visite, ex bottegaro dalla memoria malandata; Placido Ulivelli, accattivante ex imprenditore, ultrasettantenne picchiatello da tutti chiamato Silvio (come Berlusconi) poiché da sempre dichiara di essere il vero Cavaliere; e Gina "Mary Jane” Campopiano, ultra ottantenne, ex attrice di avanspettacolo, varietà e film muti, vedova multimilionaria assediata da uno stuolo di parenti serpenti che passa le sue giornate in compagnia del volpino Camillo.
Il lento scorrere delle loro giornate nella sala tv, scandite dai palinsesti delle reti Rai e Mediaset, viene sconvolto dallarrivo del nuovo Dottore, Francesco Butto, in sostituzione del precedente medico, stretto collaboratore del Direttore Cacciapecora, arrestato per frode.
Il nuovo dottore è un giovinotto robusto di 29 anni, dorigini padane, ambizioso e ordinato, sullorlo del matrimonio che si celebrerà al termine della sua specializzazione in cardiologia. Il suo carattere autoritario e responsabile unito alla perizia da internista e cardiologo, ne fanno subito un bersaglio privilegiato per i degenti della casa di riposo, che abituati a trasgredire ogni regola comportamentale e alimentare, si scontrano con i suoi modi pignoli e allarmisti. Le sue intenzioni sono di responsabilizzare i degenti e riportare unaccettabile etica sanitaria alla Giovine Italia, ma il risultato è uno scontro frontale con lintera casa di cura.
E non va certo meglio il rapporto che il caparbio, positivista Dott. Butto stabilisce con Dafne, un infermiera venticinquenne duna bellezza minimale e selvaggia, uno spirito libero, con un passato turbolento alle spalle, fatto di incontri sbagliati, amori violenti e continue fughe.
Tutte situazioni spinose ai limiti del grottesco ma qualcosa di meraviglioso e inaspettato sta per succedere alla "Giovine Italia”.
Allapice dellincomunicabilità tra lui e i pazienti, il Dott. Butto ormai sullorlo dellesaurimento nervoso (dovuto ai continui scherzi e discussioni con gli impossibili anziani) chiede un immediato trasferimento che suo malgrado tarda ad arrivare. Quando però in un pomeriggio qualsiasi un vecchietto sta per soffocarsi con una mandorla salata, il suo intervento repentino sventa la tragedia rendendolo momentaneamente un eroe, dunque meritevole di una possibilità. Lentamente i rapporti iniziano a distendersi e il giovane dottore saccorge dellimmane ricchezza custodita nella memoria di quei pazienti, nel loro coraggio di vivere nonostante tutto.
Il cuore dello spettacolo pulsa proprio qui, nello svelamento e confronto del proprio passato, delle scelte fatte o imposte dal destino, dalle occasioni mancate e dallo sperpero di tanta felicità.
La nuova commedia di Marco Costa affronta con un linguaggio originale e scorretto il tema della vecchiaia, della caducità della memoria, della fragilità emotiva delle nuove generazioni.
Unincantevole commedia ricca di sorprendenti colpi di scena, di feroce divertimento e struggente commozione che ci vuole dimostrare e svelare una volta per tutte, con lucidità commovente, perché lItalia è un paese per vecchi.
Per il Teatro Marco Costa ha scritto e diretto "The Prozac Family”, andata in scena al Teatro de Servi nel Gennaio 2007, interpretata da Paola Minaccioni, Maurizio Di Carmine e Alessandra Mastronardi (Eva nella fiction Mediaset "I Cesaroni").