TUTELA DELL’AMBIENTE

a cura di Duilio Pacifico grazie alle informazioni del C.F.S.

Dal secondo conflitto mondiale si è verificato a livello internazionale uno sviluppo esponenziale della cosiddetta "emergenza ambientale". Tale tendenza crescente si è posta all’attenzione dell’opinione pubblica mondiale, soprattutto dei Paesi industrializzati, dall’inizio degli anni ’70.

La Conferenza delle Nazioni Unite sull’ambiente dell’uomo - svoltasi a Stoccolma nel giugno del 1972 fece prendere coscienza di tale problema non più rinviabile ai massimi organi governativi, a livello internazionale, portando a compimento tutta la serie di dibattiti e di attività di studio svoltisi negli anni precedenti.
Nel 1° punto del preambolo della dichiarazione finale la Conferenza esalta "entrambi gli aspetti dell’ambiente dell’uomo, quello legato alla sua dimensione naturale - natural - e quello legato alla sua capacità di trasformare le risorse naturali - man-made -, che sono essenziali al suo benessere ed al suo piacere quali elementari diritti umani pari al suo stesso diritto alla vita".

Il principio di "sviluppo sostenibile" sarà il punto cardine della Conferenza di Rio de Janeiro svoltasi nel giugno 1992. Tale conferenza ha adottato la c.d. "Agenda 21 - Programme of Action for Sustainable Development ". Il principio 1 della "Dichiarazione di Rio" dice che "Gli esseri umani sono al centro delle problematiche per uno sviluppo sostenibile. Essi hanno diritto ad una vita salubre e produttiva in armonia con la natura".

Dagli anni ’70 cominciò quindi il tentativo dei vari Stati di dare una definizione giuridica di ambiente sulla quale costruire le politiche e le normative nazionali di tutela dell’ambiente. Alcuni Paesi quali, la Grecia, il Portogallo, la Svezia, l’India, la Spagna, il Perù, i Paesi Bassi ed il Brasile hanno previsto nelle Carte costituzionali o nelle loro successive revisioni i principi di tutela dell’ambiente. In altri Paesi quali gli Stati Uniti d’America o la Germania l’inserimento di tali principi è stato previsto nelle costituzioni di alcuni Stati federati degli USA o dei Lander tedeschi.

Una delle difficoltà a livello internazionale per il coordinamento e la cooperazione delle azioni da intraprendere nel campo della tutela ambientale è proprio quella della difformità delle normative che deriva soprattutto dalla mancanza di una definizione giuridica del concetto di ambiente.

Il "bene ambiente" lo si deve considerare non solo nelle singole componenti ma anche in quanto esso, nella sua totalità ed integrità , soddisfa bisogni immateriali (salubrità , cultura) ma fondamentali per la vita e lo sviluppo, non solo economico dei cittadini. La definizione giuridica di ambiente quale concetto unitario e di sintesi di più fenomeni coincide e riprende quella accettata nel mondo scientifico che è quella di "ecosistema" dove cioè l’aria, l’acqua, il suolo e gli organismi vegetali ed animali, che in essi trovano le loro fonti energetiche, sono legati da complesse relazioni nutrizionali: le cosiddette "catene alimentari".

Per tale principio si intuì che i problemi ambientali non potevano essere visti ed affrontati nella ristretta cerchia di limiti orografici o addirittura di limiti territoriali politici, nazionali, regionali o provinciali, ma che invece proprio per tali indissolubili e reciproci legami naturali i limiti sono rappresentati dalla circonferenza terrestre.
Oggi quindi sono diventati argomenti di dominio comune e non solo ipotesi scientifiche fenomeni come "inquinamento trans-frontaliero", "pioggie acide", "traffico internazionale di rifiuti", "inquinamento radioattivo", "desertificazione", sono problemi che travalicano i confini nazionali e che da un Paese produttore d’inquinamenti vengono "esportati" in Stati "importatori" d’inquinamenti. La conseguenza immediata è che le azioni di un singolo Stato possono non sempre rivelarsi sufficienti ad arginare e regolamentare tali fenomeni e che almeno a lungo termine devono essere previsti delle azioni in ambito più ampio, europeo ed internazionale, per la risoluzione di tali problematiche.