Roma – Dopo il tam tam degli inviti che si era propagato in tutta la città, la curiosità si era impadronita dei destinatari che avevano cercato di capire cosa Paolo Pazzaglia avrebbe estratto questa volta dal cilindro della sua fervida fantasia per la nuova festa organizzata nelle eleganti sale della sua dimora romana di piazza Colonna, a cui aveva affibbiato il nome "Siamo proprio nella merda”, che non lasciava alcun margine a dubbi sullallusione lapalissiana al triste momento storico del Paese. E, sulla scia degli indimenticabili party allestiti negli anni appena trascorsi, sempre afferenti alla crisi che attanaglia il nostro parenchima sociale, anche questa volta è riuscito a stupirci, celebrando il trionfo della fantasia, che ha travalicato ogni ipotizzabile primato, regalando ai suoi ospiti uno stupefacente ricevimento "socialmetaforico”, rigorosamente vietato a chi non è in grado di cogliere le salutari sfumature dellironia pura. Sì, perché le facce un po schifate, percorse da smorfie di stupore, non si sono contate, ma solo allinizio, di fronte a scopettini da bagno imbrattati di finta cacca allingresso, a water sporchi piazzati un po ovunque, indumenti intimi e pannoloni inzaccherati appesi all’ingresso, agglomerati fecali finti sparsi qua e là, anche sul tavolo del buffet. Ma superato lo choc iniziale gli intervenuti si sono tuffati nella festa che è stata un vera opera darte e si è protratta fino a notte inoltrata, come da copione, sulle onde di uno svago autentico che nei trattenimenti di Pazzaglia assume sempre un sapore diverso dal solito.
E il padrone di casa? Da vero anfitrione, dotato di classe ed eleganza non comuni, ha accolto impeccabilmente allingresso tutti i presenti, che si sono poi subito immersi nel pieno del party, a gustare lo squisito e succulento buffet e a tuffarsi nelle danze sfrenate, tra le performance suggestive di nove artisti di strada della compagnia "Circle” che si aggiravano tra le sale esibendosi in varie interpretazioni: cera chi offriva carta igienica colorata a mo di banconote, chi chiedeva un obolo nelle vesti di operai della Fiat e chi leggeva il giornale con le mutande calate seduto comodamente su water magistralmente trasformati, con un capolavoro cromatico, in campioni di rara fatiscenza. Ma il contorno più evidente è stato lesercito di conturbanti e sinuose presenze femminili da urlo, con abiti succinti o fasciati lungo le curve mozzafiato dei loro corpi, su cui si sono sbizzarriti i fotografi di Dagospia, agli ordini del presente Roberto DAgostino, e le spietate telecamere della trasmissione televisiva "Le Iene” rappresentate dallinviato Enrico Lucci che indossava unemblematica maschera da maiale, il tutto condito dalla voce impeccabile della ex gieffina ed ex hostess Daniela Martani, abilmente modulata sulle note di grandi successi.
E i vip? Tanti e divertiti, su cui i paparazzi hanno scaricato raffiche di flash senza soluzione di continuità. Alcuni, come Linda Batista e Corrado Ferrante, sono fuggiti ancora prima di entrare, ma i più hanno sorriso e, accantonata ogni remora, si sono lasciati travolgere dal vortice del singolare e goliardico contesto, allinsegna di un sacrosanto dileggio, per nulla celato, verso una certa politica che ha violentato e calpestato gli italiani, marciando con i cingoli sulla loro dignità e conquistandosi a ragione i minimi storici nella classifica di gradimento e nello specifico il condivisibile sbeffeggiamento da parte di Pazzaglia.
E tra i nomi noti, in gran parte accorsi allirresistibile richiamo della pierre Giorgia Giacobetti, spicca la consigliera regionale del Lazio, presidente della Commissione Cultura, Veronica Cappellaro, che ha suscitato numerose polemiche per la sua presenza al party, guadagnandosi un gran numero di articoli critici su molti organi di stampa. Una partecipazione alquanto controversa, per la quale non è dato sapere se è stata dovuta ad un invito ufficiale ricevuto personalmente, oppure no. Il padrone di casa ha dichiarato che era "imbucata” e di essersela ritrovata in salotto bersagliata dai flash dei paparazzi e, non conoscendola, di aver chiesto chi fosse. Dal canto suo la giovane e avvenente politica ha fatto sapere di aver ricevuto ufficialmente linvito, ma di non conoscere il tema della festa. Noi, in tutta onestà siamo portati a credere alla versione di Pazzaglia, semplicemente perché gli inviti specificavano apoditticamente il tema della serata, e ci risulta piuttosto improbabile che un invitato non ne fosse a conoscenza.
Ma passiamo ai presenti regolarmente invitati senza lasciare spazio a ombre di dubbio. Tra i primi a giungere sono stati leminente avvocato Nino Marazzita, indiscusso principe del foro e il giornalista Antonello De Pierro, direttore di Italymedia.it e già direttore responsabile e voce storica di Radio Roma, nonché presidente del movimento extraparlamentare Italia dei Diritti, in compagnia di tre incantevoli rappresentanti del gentil sesso, la popolare attrice e conduttrice Metis Di Meo, la famosa sexystar Loredana Bontempi e Dantina Salzano, attuale compagna di De Pierro. A seguire Leopoldo Mastelloni, Alex Partexano, Amedeo Goria, il marchese Giuseppe Ferrajoli, Rosanna Lambertucci, Gianfranco Agus, Flavia Vento, la spumeggiante contessa de Blanck e laffascinante marchesa Dani del Secco dAragona, il grande Adriano Aragozzini, la conturbante Emanuela Tittocchia, Giada de Miceli, con solita minigonna inguinale, il bravissimo attore Vincenzo Bocciarelli, la bellissima Cecilia Gayle, Francesco Benigno, lex beniamina del pubblico dellIsola dei Famosi Roberta Allegretti e le ex Grande Fratello Floriana Secondi e Guendalina Tavassi.
Fotografi particolarmente scatenati su Ilona Staller, alias Cicciolina, che ha dichiarato di voler tornare in politica con la nuova formazione Dna (Democrazia, Natura e Amore).
Ed ecco tra gli altri anche la più che consolidata coppia formata da Carmen Russo ed Enzo Paolo Turchi, la splendida Eva Grimaldi, che è apparsa solo per una manciata di minuti, Claudia Arcara, lex fiamma di Paolo Berlusconi Gioia Scola, Graziana Capone, Flavia Frazzi, Lorella Landi, Lilian Ramos ed Emma Rossi Bernardi.
(Foto di Andrea Arriga)
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