ROMA - Il parco Torrione al Prenestino è tornato a disposizione dei cittadini dopo due anni di lavori. L’assessore di Roma Capitale ai Lavori pubblici, Fabrizio Ghera, ha inaugurato la riapertura dell’area verde di via Ettore Fieramosca nel VI municipio, il cui intervento di restyling ha avuto un costo complessivo di 1 milione e 250mila euro. Restauro della parete esterna del tamburo dal Mausoleo, riqualificazione dell’intera area verde circostante, allestimento di un’area giochi per bambini e di una apposita per i cani, percorsi interni al parco accessibili per disabili, collegamento pedonale tra via Prenestina e via Fieramosca e l’ampliamento dell’area verde da 5000 ad 8000 mq, sono alcuni degli interventi che hanno interessato il parco Torrione Prenestino. Coinvolta nei lavori anche la Sovrintendenza archeologica di Roma che ha eseguito le indagini per il restauro del Mausoleo interno al parco, uno dei più grandi monumenti funerari dell’età romana, terzo in ordine di grandezza dopo quello di Adriano e quello di Augusto. Del monumento originario oggi rimangono l’anello esterno, la cella ed il corridoio di accesso. “Abbiamo sottratto questo parco al degrado - ha detto l’assessore Ghera, dopo aver tagliato i nastro - così come stiamo facendo in molte altre aree della Capitale. E’ importante recuperare parchi come questo che anche dal punto di vista archeologico, arricchiscono il patrimonio di Roma. Stiamo dando molta attenzione alle zone periferiche della città, ma stiamo lavorando anche per il recupero delle aree di pregio del centro storico“.
?è stato inaugurato il parco del Torrione al Prenestino e finalmente i cittadini di questo storico quartiere romano potranno fruire di uno spazio verde attrezzato unico al mondo per la presenza del Torrione risalente al primo secolo A.C. Già dal giorno di inaugurazione con l?assessore ai Lavori Pubblici, Fabrizio Ghera, molti cittadini hanno potuto apprezzare il grande lavoro fatto per sottrarre questa area al degrado e restituire alla cittadinanza uno spazio importante per passare il proprio tempo libero, in un quartiere dove c?è assoluta necessita di spazi di aggregazione per i giovani?. Con queste parole Giorgio La Porta, vice presidente della commissione Cultura - Politiche Giovanili del Municipio Roma 6, ha commentato in una nota l?inaugurazione del Parco del Torrione.
?Se pensassimo agli scout della parrocchia di questo quartiere o ai tanti anziani che hanno costruito il Prenestino, capiamo perché oggi ci troviamo di fronte ad una doppia grande vittoria: non solo abbiamo offerto uno spazio attrezzato per trascorrere qualche ora in tranquillità, ma soprattutto l?abbiamo sottratto a quella microcriminalità che in passato ha fatto di questa area degradata un punto di riferimento ben preciso. Pensiamo infine che oggi, con grande senso di responsabilità, si possano superare anche le divisioni di parte, perché c?è un grande obiettivo raggiunto ed è per questo che deve esserci una grande festa per tutto il quartiere, nessuno escluso?.
Presenti all?inaugurazione anche i consiglieri municipale Daniele Rinaldi e Maurizio Politi che in una intervista ha detto che con la consegna di quest?opera, la Giunta Alemanno e l?Assesore ai Lavori Pubblici, Ghera, colmano finalmente un grande vuoto di spazi verdi fruibili nel quartiere Pigneto, dove seguirà presto, anche, la consegna della nuova biblioteca all?interno del complesso ex Serono.
Subito dopo il Piazzale Prenestino, a circa 1200 metri da Porta Maggiore, sono visibili i
resti di un imponente monumento sepolcrale in forma di tumulo contenuto da un poderoso
tamburo circolare in calcestruzzo, detto ?Torrione?? o ?Torraccio??, circondato da un?area
dove un tempo sorgevano una serie di casupole e baracche, oggi eliminate.
Si tratta di un Mausoleo, cioè di un grandioso sepolcro, destinato quindi a personaggi di
alto rango, come dimostrano le eccezionali dimensioni del monumento (diametro di 41
metri), inferiori a Roma solo a quelle del mausoleo di Augusto e di ?Monte del Grano??.
Le prime notizie certe che si hanno del monumento risalgono al 1400, anno in cui apparteneva alla famiglia dei Rufini che appose il suo stemma ancora visibile.
Nel 2008 la Sovrintendenza Archeologica di Roma ha eseguito indagini archeologiche, in previsione della realizzazione dell?intervento di restauro e riqualificazione dell?area circostante il Mausoleo. Sono state realizzate due trincee e compiuti vari sondaggi che hanno evidenziato resti del Casale, addossato a strutture precedenti, ristrutturato dai Padri Domenicani Irlandesi ? in seguito ad un lascito di Maria Candida Valle - intorno al XVII Secolo e strutture di epoca moderna e post anni ?50 (epoca delle baraccopoli).
Alla luce di tali ritrovamenti la Sovrintendenza Archeologica di Roma ha disposto la copertura dei resti con tessuto antiradici e pozzolana, e limitato al massimo i movimenti di terra nell?area circostante.
Al fine di ottimizzare l?andamento dei percorsi pedonali, sia assiali che concentrici e garantire la massima accessibilità delle aree compreso l?arrivo alla quota della cella del Torrione, si è reso necessario prevedere articolate operazioni di rimodellamento del terreno, attraverso interventi mirati di scavo e reinterro.
Per creare spazi ?sicuri? è stata predisposta una recinzione metallica in pannelli modulari, del tipo ?Palatino?, creando ingressi al parco controllati dalla via Prenestina e da via E. Fieramosca.
Sono stati inseriti elementi di arredo urbano, quali panchine, cestini e fontanelle, oltre ad un valido sistema di illuminazione degli spazi pedonali e dell?area intorno al Mausoleo.
La scelta del sistema vegetazionale è stata quella di conservare le essenze arboree esistenti di dimensioni considerevoli e di rimuovere i cespugli e le siepi di piccole dimensioni.
I percorsi pedonali sono stati valorizzati inserendo piante di Citrus aurantium per il percorso radiale a valle del monumento, alberi di pruno Prunus cerasifera pissardi nigra lungo il percorso assiale da via E. Fieramosca al Mausoleo. Nuove siepi del tipo laurocerasus sono state impiantate lungo i margini di confine connotati dalla presenza di manufatti degradati.
Lungo i margini dei percorsi rimanenti saranno messe a dimora siepi aromatiche di rosmarino, salvia e lavanda, oltre a siepi di arbusti quali oleandri, melograni, corbezzoli e spiree, ecc. Nelle zone di ingresso troveranno posto arbusti di rose, laurus nobilis e mirto.
Per i nuovi alberi ad alto fusto si è scelto di utillizzare essenze tipicamente romane quali cipressi, ulivi e filliree.
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