VITTIME IN AUMENTANO, “POSTI PIENI E INSUFFICIENTI”

BURKINA FASO / MISNA, MENINGITE: Aiuti Umanitari, su Ladysilvia; Sono 801 i morti e 10.796 i casi di contagio identificati a causa dell’epidemia di meningite cerebrospinale iniziata lo scorso gennaio.

Lo riferisce in una nota pervenuta alla MISNA l’equipe di ’Medici senza frontiere’ (Msf), che dallo scorso 26 gennaio aiuta le autorità sanitarie di Ouagadougou, aggiungendo che “l’epidemia è presente in 3 su 4 distretti della capitale e la concentrazione urbana fa presumere un’aggravarsi della situazione dei suoi 1,5 milioni di abitanti”.

Secondo Francois Giddey, capo della missione di Msf in Burkina Faso, “la situazione è inquietante perché la meningite può uccidere il 50% delle persone infette se non sono curate adeguatamente e, anche con le cure, si presentano seri danni neurologici nel 20% dei casi”. Le autorità sanitarie locali hanno invitato la popolazione a presentarsi ai centri sanitari all’apparire dei primi sintomi e, aggiunge Giddey, “l’afflusso delle persone che hanno contratto la meningite è tale che i 160 letti messi a disposizione dalle nostre equipe sono già tutti occupati”. Intanto, dopo l’arrivo di oltre 3 milioni di dosi di vaccino, sono in corso vaste campagne di vaccinazione, che entreranno nel vivo a partire da lunedi.

Secondo l’Ufficio per il coordinamento degli affari umanitari (Ocha) dell’Africa dell’Ovest, con sede nella capitale senegalese Dakar, epidemie di meningite si sono verificate “a diversi livelli” anche in Costa d’Avorio, Niger, Benin, Mali, Ghana, Nigeria, Ciad e Togo. “La fluidità delle frontiere e le migrazioni stagionali tradizionali che caratteriscano il Sahel a partire dalla metà di giugno potrebbero propagare rapidamente la malattie nelle settimane a venire” avverte il direttore dell’Ocha per l’Africa dell’Ovest, Hervè Ludovic de Lys. Il Burkina Faso, uno dei paesi più poveri al mondo, si trova nella cosiddetta “cintura della meningite”, la regione subsahariana che si estende dal Senegal all’Etiopia abitata da 300 milioni di persone dove, durante la stagione secca tra dicembre e giugno, si presentano violenti epidemie di questa malattia. [RC]

LA REDAZIONE
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