Milano: “Far conoscere la città è importantissimo perché tutti siano coinvolti. Cambiare la città deve partire da una consapevolezza: per chi lo si fa e perché lo si fa. Vogliamo ricostruire Milano su se stessa generando una nuova città pubblica. Lo sguardo degli operatori immobiliari deve essere rivolto al lungo periodo, soprattutto in questo momento di crisi. Ma tutti devono abbandonare il pregiudizio negativo nei confronti degli operatori privati perché anche loro sono risorse importanti della città ”.
Lo ha detto l’assessore allo Sviluppo del territorio Carlo Masseroli intervenendo questa mattina al convegno dal titolo provocatorio ”Rottamare le città per costruire il bello”, inserito nel programma di Eire 2009, il salone immobiliare allestito alla Fiera di Rho che chiuderà i battenti il 12 giugno.
“L’Amministrazione comunale - ha aggiunto Masseroli - sta andando a rivedere all’interno della città tutte le funzioni che non sono più attuali. Questo impone a tutti un cambiamento di mentalità , agli operatori agli architetti e alla Pubblica amministrazione, che deve spostare la sua attenzione dai vincoli agli obiettivi da raggiungere. Stiamo dando un’impronta del tutto nuova per trasformare Milano da una città radiale a una città reticolare”.
“Finora i piani di sviluppo e di crescita della città " spiega l’assessore - hanno utilizzato una logica estensiva considerando il territorio una risorsa illimitata. La Giunta intende invece interrompere questo modus operandi e procedere rigenerando territorio degradato all’interno della città consolidata”.
Costruire nuova città senza consumare territorio, quindi. Promuovere progetti di housing sociale governando l’iniziativa dei privati, incentivare lavori ad alto contenuto di capitale umano, fare dell’Expo un’opportunità nel lungo periodo e scommettere sull’agricoltura del Parco Sud.
Il nuovo Piano di Governo del Territorio esclude una crescita a macchia d’olio della città fino ai comuni di prima cintura. Prevede invece una città che si ricostruisce su se stessa, rigenerando a verde e a servizi tutti gli ambiti degradati o contaminati del territorio.
“Per la prima volta nella storia della crescita e dello sviluppo della nostra città , non si consumerà nuovo territorio " ha concluso Masseroli -. Ad una logica di crescita estensiva il piano sostituisce una logica di rigenerazione dell’esistente, riconoscendo nel territorio una risorsa inestimabile e come tale da salvaguardare”.
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