Marghera: 11 Settembre scorso. Ho avuto il piacere di partecipare all’evento "Sbilanciamoci" a Marghera lo scorso fine settimana, ho da raccontarvi un aneddoto su Vincenzo Visco verificatosi durante la sessione "welfare, cittadinanza, giustizia fiscale" che ho vissuto in prima persona.
Alla fine dell’intervento di Visco manca circa mezz'ora al termine dell’incontro, si decide di accettare delle domande dal pubblico, 3 interventi al massimo. Il sottoscritto alza la mano immediatamente, sono il primo ad intervenire! Vado al tavolo dei relatori, mi siedo e mi presento: Andrea Tronchin del Distretto di Economia Solidale di Verona, Militante di Via Campesina per la Sovranità Alimentare. Inizio l’intervento: " Si è detto che buona parte del debito pubblico è collegato alla richiesta di moneta da parte dello Stato alla Banca Centrale Europea..." Tiro fuori 50 euro dalla tasca... "La BCE spende 0,05 centesimi per fabbricare questi 50 euro. Si è detto che sotto questi euro non c’è nessun controvalore, solo la carta e l’inchiostro ma per averli il sottoscritto deve lavorare una giornata sotto il sole..." - sventolo il "pezzo di carta - "... Siamo noi, con il nostro lavoro che diamo valore a questi euro, allora perché è la BCE che incassa la differenza, esentasse, tra il costo di produzione, 0,05 centesimi, e il valore nominale, 50 euro, più il tasso di interesse?..."
Visco si mette le mani nei capelli e appoggia i gomiti al tavolo... Riprendo a parlare: "Su questi 50 euro, come su tutte le altre monete di carta c’è il simbolo del copyright, è proprietà privata della BCE che fondamentalmente è costituita da un ristretto numero di banche che sono entità private; questi 50 euro sono quindi una proprietà privata, ma non dovrebbero essere un Bene Pubblico?" ... Visco si agita sulla seggiola...
Proseguo... "Perchè, Signor Vice Ministro, non si affronta il problema del Signoraggio? Perchè non risolviamo buona parte del problema del debito pubblico dicendo: Cara BCE, noi ti paghiamo il costo di stampa delle monete, cioè il loro valore reale e ci teniamo la loro valorizzazione che deriva dal nostro lavoro, rendendo così tali monete un Bene Pubblico". Ringrazio e torno a sedere al mio posto. Nel pubblico sono parecchie le facce sbigottite, un signore seduto accanto a me mi fa l’occhiolino e mi dice sotto voce "bravo!". Seguono i due altri interventi dove, in uno si chiede quali possibilità ci sono di usare attivamente il patrimonio nazionale per sanare il debito e l’altro è una richiesta di chiarimento relativo alle tasse... Le risposte del Vice Ministro: inizia tossendo un paio di volte, uh-um, uh-um, prosegue con un mmmm, eeee, mmm eeee... Momenti interminabili...
Finalmente fa sentire la sua voce ed inizia rispondendo all’ultima domanda, dilungandosi noiosamente sulla sua visione della "politica fiscale" che già aveva esposto in precedenza. Passa poi alla risposta della seconda domanda facendo l’elenco di tutti i beni patrimoniali dello stato (1500 edifici, qualche caserma da poco restituita, le spiagge...) e conclude, dopo un largo giro di parole, che tale patrimonio non serve a sanare il debito... Sulla sala cala un grande silenzio... momenti interminabili... Riprende a parlare...
"Per quanto riguarda il Signoraggio... la questione non è così semplice come è stata posta e non c’è tempo per affrontare l’argomento..." Faccio udire la mia voce dal pubblico: "la questione è invece molto semplice!". Interviene il moderatore iniziando lo sproloquio dei ringraziamenti conclusivi. Mi alzo e platealmente esco dalla sala in segno di protesta (che altro potevo fare?). Dopo un paio di minuti le persone iniziano a fluire fuori dalla sala, mi si avvicina una signora che in veneto schietto mi dice: "Però! El Vice Ministro nol’te gà risposto aaa!" La guardo con un sorriso e le rispondo: "È una verità scomoda che non si vuole far conoscere...". Adesso lo posso affermare con certezza!
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