Forza-Italia; «Sbaglia e, sbaglia due volte, il presidente della Camera a indicare nel racket il primo colpevole della condizione dei lavavetri».
Cosi’ si è espresso Osvaldo Napoli, deputato azzurro e vice responsabile Enti locali di Forza Italia.
"Bertinotti commette il primo errore politico: se il racket e’ il colpevole, che cosa fanno e dove sono le forze dell’ordine e il loro responsabile politico, Giuliano Amato? Il secondo errore, piu’ grave, e’ sul piano istituzionale: con le sue affermazioni, il presidente della Camera trasmette al Paese un messaggio di rassegnazione di fronte al degrado della vita quotidiana nel nostro Paese". "I lavavetri sono le vittime piu’ recenti della sindrome di Stoccolma essi sono sfruttati, ma sono insieme vittime e complici dei loro sfruttatori.
Se un lavavetri finisce in galera, avrà un pasto sicuro senza correre rischi, e il racket disporrà di una pedina in meno per i suoi sporchi affari". "Da Bertinotti mi sarei aspettato una riflessione piu’ ampia: perche’ tanti lavavetri riescono a entrare in Italia e a finire negli incroci delle nostre strade? Nessuno sa davvero nulla del percorso seguito dal momento del loro ingresso in Italia? Ultima domanda ritiene Bertinotti, e con lui la maggioranza e il governo, che i lavavetri, molti dei quali di origine rom, abbiano diritto a una casa e a una politica di accoglienza oppure devono essere espulsi dall’Italia?".
Ultimi Articoli
Sesto San Giovanni sequestra i primi monopattini truccati
Dodici armature giapponesi dal XVI al XIX secolo al Museo Chiossone di Genova
ASL Roma 1 smentisce la chiusura della Breast Unit del Santo Spirito: Nessuno smantellamento
Housing sociale in Lombardia: 96 milioni per ristrutturare 2.500 alloggi a canone calmierato
Ricerca e impresa, tappa a Como per il tour dell’assessore Fermi tra droni, farmaceutica e ambiente
Difesa personale: occhio al problema della sopravvalutazione.
Pittura italiana oggi, la mostra arriva a Rio de Janeiro con la nuova scena contemporanea
EMERGENZE VETERINARIE PER I CANI CHE PARTONO IN VACANZA.
Scacchi, ragazzi e città: quando la partita è fuori dallo schermo