All’attenzione di: On. Romano Prodi, Presidente del Consiglio

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LETTERA APERTA: Onorevole Romano Prodi,

in data 10/08/2006, ovvero esattamente un anno or sono, i sottoscritti tre cittadini, di nazionalità italiana, aderenti al Partito della Alternativa Monarchica, a seguito della Sua dichiarazione di richiesta di “collaborazione con tutte le forze politiche”, Le hanno inviato- una lettera- aperta- ponendo alla Sua attenzione il gravissimo problema dell’articolo 139 della Costituzione.

Detta lettera "aperta"- Le è stata inviata sia per posta elettronica che per-  raccomandata con ricevuta di ritorno, sembra inutilmente, dato che non ci spieghiamo come mai Lei, che rappresenta una fra le massime Istituzioni della Repubblica Italiana, non abbia ancora - rispettato, a distanza di un anno, il Decreto Legislativo 241 del 1990 sulla trasparenza amministrativa che impone al Suo Ufficio, come a tutti gli organi dello Stato, di rispondere in tempi brevi.

Noi non Le chiediamo di dimettersi per il solo fatto che sappiamo benissimo che non si dimetterebbe mai, ma Le chiediamo di rispondere con tempestività ed esattezza- alla nostra precedente lettera che per Sua opportunità riportiamo integralmente- e di risolvere altresì- il seguente- dubbio: come può la Repubblica Italiana, di cui Lei è uno tra i più degni ed illustri rappresentanti, pretendere che i comuni cittadini rispettino leggi, norme e regolamenti se chi le emana e- le rappresenta ai massimi livelli, non le onora?

In attesa di risposta, Le porgiamo i più cordiali saluti

10/08/2006
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LETTERA APERTA


Onorevole Romano Prodi,

il Partito della Alternativa Monarchica pone alla Sua attenzione un gravissimo problema che in Italia affligge l’idea di Democrazia alla base del principio stesso: l’articolo 139 della Costituzione e noi ne chiediamo l’abrogazione, auspicando una Sua corretta presa di posizione, cosa che il Suo predecessore, l’On. Silvio Berlusconi non fece, non rispondendo a una nostra analoga richiesta, nonostante il Decreto Legislativo 241 del 1990 sulla trasparenza amministrativa.

L’art. 139 della Costituzione della Repubblica Italiana, che recita: “La forma repubblicana non può essere oggetto di revisione costituzionale”:

1. è contrario ai princìpi sanciti dalla Costituzione Europea
2. crea discriminazione di pensiero politico e ideologico
3. è motivo di iniquità e rappresenta un subdolo “Muro di Berlino” ideologico tra i cittadini italiani
4. è un abuso di potere insito nella Costituzione della Repubblica Italiana stessa verso chi è monarchico o non è repubblicano
5. è contrario ai princìpi di democrazia.
6. è contrario al princìpio di autodeterminazione dei popoli
7. è un sopruso verso ogni basilare senso di Democrazia
8. non è “politically correct”

Il P.d.A.M. ritiene che il momento dell’abrogazione sia giunto e che Lei, che ha dichiarato la volontà di collaborazione con tutte le forze politiche, con la Sua esperienza al Parlamento Europeo comprenda bene la portata del risvolto negativo per il nostro Paese della presenza nella Costituzione di un tale articolo.
In attesa di una Sua pronta risposta, Le porgiamo i più cordiali saluti

Matteo Cornelius Sullivan
Reggente del Partito della Alternativa Monarchica
Davide Pozzi di S.Sofia
Commissario P.d.A.M. per Pavia e Piacenza
Alfredo Mulè
Commissario P.d.A.M. per Torino
RACCOMANDATA R.R.