prendendo in esame la richiesta di bloccare le elezioni presidenziali che si stanno svolgendo oggi in Afghanistan, dopo che un gruppo di candidati, avversari del capo di Stato uscente Hamid Karzai, ha annunciato di aver chiesto alle Nazioni Unite di fermare le procedure di voto. Lo ha detto Manoel de Almeida e Silva, portavoce dell’Onu, spiegando che il ’Comitato congiunto di gestione elettorale’ (Jemb) “sta esaminando la situazione con tutta l’attenzione dovuta”.
La decisione ufficiale è attesa a breve, forse tra circa mezz’ora. La richiesta del blocco del voto è stata presentata da quindici candidati alla presidenza in una riunione a cui ha partecipato anche l’inviato delle Nazioni Unite per l’Afghanistan, Jean Arnault. La richiesta di sospensione delle procedure è soprattutto legata alla vicenda dell’inchiostro usato nelle procedure elettorali; agli elettori è richiesto di immergere il dito in questa sostanza, che in teoria dovrebbe rimanere indelebile per circa una settimana, per evitare che un’unica persona voti più volte.
Sembra però che in diversi casi questo inchiostro sia stato scambiato con quello per siglare le schede, perciò alcuni elettori avrebbero visto l’inchiostro sparire dalle dita dopo averle lavate. Yunus Qanooni, ex-ministro della Pubblica Istruzione tra i principali avversari di Karzai, ha affermato, attraverso un suo portavoce, che “non è solo una questione di inchiostro, vi sono state altre irregolarità ”.
PRESIDENZIALI: TIMORI DI IRREGOLARITÀ
Le prime ore delle elezioni presidenziali in Afghanistan si sono aperte con un colpo di scena. L’ex-ministro dell’Istruzione Yunus Qanuni, che è tra i principali rivali del presidente uscente Hamid Karzai, si è rifiutato di votare, affermando che l’inchiostro usato per le impronte digitali, prese ad ogni votante per dimostrare che ha espresso il suo suffragio, non è indelebile e questo aprirebbe il campo a frodi e irregolarità . Il voto è stato sospeso per breve tempo in alcune zone della capitale Kabul e nella città settentrionale di Mazar-e-Sharif, mentre la ’Commissione congiunta per la gestione delle elezioni’ (Jemb) eseguiva le necessarie verifiche. In seguito il portavoce dell’Onu per l’Afghanistan, Manoel de Almeida e Silva, ha annunciato ai giornalisti che le elezioni sarebbero proseguite. Un responsabile della Jemb, Faruq Wardak, ha chiarito che i seggi hanno a disposizione due tipi di inchiostro, uno destinato alle schede elettorali e uno per segnare il pollice degli elettori; in alcuni casi sono stati utilizzati in modo sbagliato. Chiarito l’equivoco, è stato deciso di proseguire con la consultazione.
Il primo a votare, all’apertura dei seggi fissata per le 7:00 locali, è stato un rifugiato afgano nel vicino Pakistan. Circa tre ore dopo ha espresso il proprio voto anche il favorito nella corsa alla presidenza, Karzai; dopo aver consegnato la sua scheda in un seggio di Kabul, gli è stato chiesto per chi aveva votato, ma il capo di Stato uscente si è limitato a sorridere. Nella capitale sono state segnalate lunghe file ai seggi. Per il momento è stato registrato un unico episodio di violenza a Mazar-e-Sharif, dove è esploso un ordigno che sembrerebbe non aver provocato vittime. Le urne si chiuderanno alle 16:00 locali, ma per avere i risultati definitivi potrebbero occorrere anche due settimane. [LM]
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