PARIGI -- Colpo di scena al primo turno delle elezioni presidenziali in Francia: secondo tutte le prime proiezioni elettorali di domenica sera il leader dell’estrema destra Jean-Marie Le Pen è arrivato secondo, subito dietro il presidente Jacques Chirac e sarà lui a sfidarlo al ballottaggio del 5 maggio, che deciderà il vincitore definitivo di questa battaglia elettorale.
Immediata la reazione di Jospin, che non ha aspettato i risultati definitivi del voto e ha annunciato che si ritirerà dalla vita politica alla fine delle elezioni a maggio.
Le Pen, con il suo aggressivo programma politico anti-immigrazione, secondo le proiezioni ha quindi battuto a sorpresa il primo ministro socialista Lionel Jospin, arrivato solo terzo.
Secondo i risultati della televisione francese, nella tornata elettorale di domenica il neogollista Chirac ha ottenuto il 20 per cento, Le Pen il 17 e Jospin il 16.
Jospin, via dalla scena politica
"Mi assumo la piena responsabilità di questa sconfitta - ha detto Jospin a poche ore dall’uscita degli exit poll - e ho deciso di ritirarmi dalla politica alla fine delle elezioni presidenziali".
Il primo ministro ha detto che, se confermato, il risultato di domenica è un "fulmine a ciel sereno", un "segno estremamente preoccupante per la Francia e la democrazia".
Jospin ha poi invitato il partito socialista a cominciare a prepararsi per le elezioni parlamentari di giugno ma, contrariamente ad altri leader socialisti, non ha invitato i propri elettori a votare per Chirac nel ballottaggio contro Le Pen.
Alcuni sondaggi condotti domenica sera, tuttavia, mostrano che al secondo turno elettorale Chirac vincerebbe a stragrande maggioranza su Le Pen, aggiudicandosi tra il 77 e 78 per cento dei voti, contro il 22-23 per cento di Le Pen.
Chirac: in discussione i valori della Francia
Parlando alla televisione poco dopo Jospin, Chirac si è appellato all’unità nazionale per difendere la democrazia e ha detto che il risultato delle elezioni mette in discussione i valori francesi, come il rispetto e la tolleranza.
"La democrazia è il bene più prezioso - ha detto il presidente -. La Francia ha bisogno di voi, io ho bisogno di voi e spero che nei prossimi giorni tutti mostrino di essere responsabili, tolleranti e mostrino rispetto per la Repubblica".
"Quello che è in gioco oggi è la nostra unità nazionale - ha proseguito Chirac -, i valori della Repubblica cui siamo così fortemente attaccati (...), la nostra capacità di vivere insieme e rispettarci a vicenda".
Le Pen: «È stato un voto di protesta»
"È innanzitutto una protesta contro il modo in cui i francesi sono stati governati negli ultimi cinque anni - ha detto Le Pen, rispondendo al reporter che chiedeva il perché di una vittoria così forte -. c’è la speranza di cambiare. I francesi non vogliono più che il futuro della Francia sia deciso solo dal duello tra Jospin e Chirac". La coabitazione politica tra il primo ministro e il presidente è cominciata nel 1997.
''È una grande sconfitta dei due leader dell’establishment, il presidente e il premier uscenti - ha commentato a caldo Le Pen, capo del partito di ultradestra Fronte Nazionale -. Penso che decenza vorrebbe che entrambi spariscano da questa competizione, tenendo conto che sono ultraminoritari nel paesè'.
Nella storia della Quinta Repubblica bisogna risalire al 1969 per una presidenziale dove la partita del secondo turno si è giocata tutta a destra (in quel caso tra Georges Pompidou e Alain Poher).
"È un gran terremoto nella vita politica francese - ha detto Pierre Lellouche, del comitato elettorale di Chirac -. È una sconfitta enorme per la sinistra francese".
Il corrispondente di CNN, Robin Oakley, ha detto che al quartier generale di Jospin la gente era completamente incredula, "in totale stato di shock" e che alcuni collaboratori del primo ministro erano in lacrime. «continua....»
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