Porte a prova di inquinamento per il degrado dei monumenti bronzei

Sperimentata una nuova metodologia per rilevare il degrado dei monumenti bronzei del Battistero di Firenze. Il progetto coordinato dall’Icvbc del Cnr e dall’Opera di S. Maria del Fiore sarà illustrato nel corso del workshop Progetto Battistero che si terrà domani a Firenze.

Otto placche di bronzo sulle porte nord e sud del Battistero di Firenze. Come tester riveleranno la rapidità e l’entità del degrado dei due manufatti, la cui bellezza è offuscata non solo dal tempo, ma anche dall’aggressione dell’inquinamento. Si tratta di una nuova metodologia messa a punto da ricercatori e conservatori nell’ambito di un progetto iniziato nel gennaio del 2003, i cui primi provvisori risultati saranno illustrati nel corso del workshop: Progetto Battistero che si terrà domani a Firenze.

Coordinata dall’Icvbc -Istituto per la conservazione e la valorizzazione dei beni culturali del Cnr e dall’Opera di S. Maria del Fiore, l’iniziativa vede coinvolti alcuni istituti del Cnr, l’Opificio delle Pietre Dure, la Soprintendenza per il Patrimonio Storico Artistico e Demoetnoantropologico per le province di Firenze, Pistoia e Prato, organi universitari, l’Agenzia regionale per la protezione ambientale Toscana, ed ha lo scopo di verificare l’entità dei danni provocati da gas inquinanti, agenti biologici e atmosferici sui manufatti in bronzo all’aperto e, in particolare, sulla Porta nord, realizzata da Lorenzo Ghiberti (1402-1424) e la Porta sud di Andrea Pisano (1330”€œ1337).

“Il lavoro di diagnosi”, spiega Mauro Matteini direttore dell’ Icvbc " Cnr, “si basa su una novità metodologica che consiste nell’eseguire le indagini direttamente in sito su modelli artificiali. Abbiamo collocato su ogni porta quattro targhette di bronzo che simulano la composizione delle leghe originali e che dovranno rivelare la velocità e l’entità del degrado del materiale nell’arco di due anni, che corrispondono alla durata dello studio. L’osservazione è facilitata dal confronto con campioni conservati in laboratorio in condizioni protette e, quindi, immuni dal deperimento”. I dati acquisiti serviranno a programmare per tempo gli interventi di restauro sui due famosi monumenti o a decidere, nell’ipotesi peggiore, la sostituzione con delle copie, come già accaduto per la porta est.

“Al di là del caso delle due porte”, afferma Cristina Acidini Soprintendente dell’Opificio delle Pietre Dure “il modello di monitoraggio sperimentato sarà un riferimento importante per indirizzare al meglio gli interventi di manutenzione o di restauro, specialmente in una città come Firenze così ricca di monumenti”
Le placchette sistemate qualche mese fa sulle porte hanno già dato i primi indizi sul fenomeno del degrado. “Si è potuto ad esempio notare”, continua Matteini “che quelle esposte sulla porta nord, a ridosso della strada, sono più minacciate dalle polveri e che i processi di dilavamento delle piogge acide investono principalmente le zone più basse dei battenti, meno protette dalle acque meteoriche”.
Ogni sei mesi i ricercatori prelevano delle porzioni dalle targhette e le sottopongono ad analisi chimiche, fisiche e biologiche.
“Le indagini che stiamo portando avanti con il Progetto”, conclude Anna Mitrano presidente dell’Opera di S. Maria del Fiore, “sono indispensabili per ogni possibile intervento a salvaguardia di tutti gli elementi architettonici della città ”.
Una seconda fase di monitoraggio prenderà il via domani: dinanzi alle porte saranno collocate le apparecchiature per rilevare i gas inquinanti presenti nell’atmosfera.

La scheda
Che cosa: presentazione del Progetto Battistero
Chi: Istituto per la conservazione e la valorizzazione dei beni culturali (Icvbc) del Cnr, Opera di S. Maria del Fiore, Opificio delle Pietre Dure
Quando: 25 maggio 2004, alle ore 9.30
Dove: Firenze, sala del Buonumore, Conservatorio statale di musica Luigi Cherubini, piazza belle Arti, 2
Per informazioni: Mauro Matteini, direttore Icvbc-Cnr, tel. 055/5225480, cell.339/3631675, direttore@icvbc.cnr.it; Paolo Bianchini, Opera di S. Maria del Fiore, tel. 055/2302885, p.bianchini@operaduomo.firenze.it

Barbara Orlando
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