“Vedo la foglia del pomodoro più grossa e scura, anche su quello coltivato in fuori suolo, quando invece i miei colleghi usando gli stessi metodi di coltivazione hanno le foglie giallastre ”¦ Ho tenuto i pomodori in serra per tredici giorni perché il mercato non andava e quando li ho venduti erano perfetti, come appena colti; prima che iniziassi ad usare Bio Aksxter già dopo il primo giorno di cella iniziavano a cambiare ”¦”
Un discorso come questo, semplice ma vero, risveglia l’attenzione e non fa sonnecchiare come potrebbe accadere ad una conferenza intitolata “scelte delle tecniche agronomiche”, anche se il tema è lo stesso.
Oggi, i discorsi basati sulle teorie di certi tecnici o di certi addetti ai lavori, quelli che gravano sulla presunta ignoranza degli agricoltori, una sorta di “mobbing agricolo”, pagano meno dei discorsi concreti basati sulla pratica. La vera pratica agricola non nasce dal senso di sicurezza al quale si viene sottilmente soggiogati o dall’illusione di una minor responsabilità che abbaglia l’agricoltore stanco di vivere in ettari di problemi, ma è quella consapevolezza che nasce da un attento esame della situazione in cui versa l’agricoltura. Prima ancora dei problemi del mercato occorre pensare a quelli della produzione, perché un mercato difficile è la conseguenza delle dinamiche produttive; inoltre, negli anni a venire, saremo chiamati ancor più a misurarci con un nuovo Ministero che non è quello delle Politiche Agricole bensì quello di Madre Natura. Il Ministero di Madre Natura non ha la logica della sedia, nè quella dei soldi, ha il bisogno primario di ricondurre ogni cosa in termini di equilibrio, con la messa in atto di una lunga serie di quei movimenti che l’uomo chiama sconquassi climatici o catastrofi ambientali; allora, gli scioperi, le manifestazioni in piazza degli agricoltori, o i tour in trattore degli operatori del comparto agricolo, o i congressi sui mutamenti climatici degli scienziati e dei politici, non serviranno a un bel niente ”¦ sarà l’era della fame, quella che la testa dell’uomo, voglia o non si voglia, ha già preparato.
Mai come ora ogni categoria di lavoratori, compresi gli agricoltori, deve difendere a denti stretti il proprio lavoro e con esso il proprio futuro. Oggi non si può più accettare fiduciosi ciò che altri hanno scelto per noi, ma si è chiamati a scegliere in prima persona valutando bene tutti i pro e i contro. Così dovrebbe essere anche nella scelta delle tecniche agronomiche per le quali, invece, si ricorre o ad interventi tradizionali, come nel caso della letamazione, o ai più moderni della chimica.
Il letame oggi apporta sostanze che contrastano l’equilibrio della fauna microbiologica perché è derivato da animali ai quali vengono somministrati antibiotici ed ormoni e che si nutrono di mais coltivato su terreni ricettacolo di smaltimenti tossici.
La chimica di sintesi altera l’equilibrio biologico portando la pianta all’assuefazione e togliendole ogni forma di reattività , immette nell’ambiente molecole a circuito aperto responsabili di trasformazioni incontrollate ed incontrollabili a carico dei sistemi viventi.
La scelta di oggi deve sottrarsi a questa forbice. In tutti e due i modi non si può più procedere e, soprattutto, non c’è più tempo per sbagliare.
La scelta di oggi è l’impiego di prodotti a formulazione magnetica, l’unica via che ci toglie dalla morsa dell’inquinamento e non ci lascia concretamente deprivati da salute e ricchezza. L’inquinamento non si vede, ma esiste; gli odori sono cambiati, l’acqua è acre perché la radioattività è alta, il terreno non è più quello di prima, rimane inzuppato e in esso i semi si sciolgono o si seccano: è un gioco invisibile che porta all’azzeramento delle risorse planetarie.
L’impiego di prodotti nanostrutturati, a formulazione magnetica, tiene conto dei meccanismi vitali evitando la saturazione dell’ambiente con sostanze nocive, consente l’arginamento di fattori epidemici in atto, il riequilibrio di pianta e terreno e una miglior gestione delle problematiche climatiche grazie alla regolazione del sistema terra-aria-acqua.
Con questa scelta l’agricoltore, sapendo di rinforzare e riequilibrare il sistema vegeto-produttivo nonchè tutti gli scambi ecobiologici, sceglie anche di tutelare la propria salute maneggiando un prodotto sicuro al 100%, così salvaguardando pure la salute del consumatore.
Sulla linea della tutela e della salvaguardia dell’agricoltura, dell’ambiente e della salute, lavora la AXS M31 che dopo cinque anni tira le somme e si compiace dei risultati e delle affermazioni di quanti hanno saputo essere lungimiranti o hanno voluto toccare con mano ciò che, con vari pretesti, era stato loro slealmente sconsigliato. Sono proprio questi agricoltori a consigliare gli altri perché hanno capito che i risultati in agricoltura non si fanno con i contributi, e la scelta è una e va fatta insieme.
Da un campo all’altro, da una serra all’altra, da una regione all’altra si sentono le loro voci:
- Ho usato il prodotto su un appezzamento di Williams completamente improduttivo ed incapace di produrre gemme a fiore. Appena ho iniziato ad usare il Bio Aksxter ho visto le piante rinascere, e hanno iniziato a far gemme.
- Ho sentito cambiare l’odore della terra! Nonostante avessi interrotto le disinfezioni non ho più avuto problemi di nematodi.
- Mio padre, a 75 anni, ha visto tornare i terreni come quando li lavorava lui cinquant'anni prima.
- Ho avuto una produzione superiore del 20% rispetto ai massimali consentiti dalla cantina sociale, e comunque con 1,5° Brix in più rispetto alla media cantina. I tralci sono ben lignificati, gli internodi più corti e produzione costante di due grappoli per ogni gemma, le viti equilibrate, con un verde così brillante che si nota la differenza anche da lontano.
- Con l’impiego di Bio Aksxter ho raddoppiato la produzione di fragola rispetto all’anno precedente, quando in generale la produzione è diminuita significativamente.
- Mi chiedo come sia possibile che così poco faccia così tanto!
- L’aumento produttivo delle lattughe trattate rispetto al non trattato è pari ad 80 qli/ha. Trenta per cento in più! Sul prezzo di vendita di 1Euro al kg, il prodotto si ripaga di circa venti volte, senza contare il risparmio sulla manodopera con una produzione migliore e meno scarto;
- Prima della raccolta, l’intervento con solo Bio Aksxter blocca e contrasta l’insorgere di marciumi e funghi, anche in periodi molto umidi e piovosi.
- In serra, mai avuta un’insalata così bella; quest’anno sul ciclo invernale ho prodotto il 30-40% in più dell’anno scorso, dove era disomogenea e con più scarto. Il ph si è abbassato da 8,3 a7,8 in meno di un anno di impiego di Bio Aksxter.
- Quando faccio il trattamento fogliare, il giorno dopo le piante sono talmente lucide che sembrano unte.
- Dove ha impiegato il prodotto le pere hanno fiorito, mentre, dall’altra parte no.
- Le Stark producevano un anno si ed uno no, ed al massimo 500 qli/ha. Dopo due anni d’impiego di Bio Aksxter hanno prodotto 700 qli/ha tutti gli anni.
- Le piante trattate del pomodoro tondo verde hanno prodotto un kg in più per pianta del non trattato, hanno allegato i fiori anche in forti condizioni di stress, mentre sul non trattato no. Il pomodoro ramato a grappolo ha mantenuto le caratteristiche qualitative ottimali relative al colore e alla pezzatura anche negli ultimi palchi; li ho venduti allo stesso prezzo dei primi, quando normalmente li avrei dovuto vendere a 15-20 cent in meno.
La redazione
bio-formulazione avanzata per l’agricoltura
http://www.axsm31.com
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