REPUBBLICA DEMOCRATICA DEL CONGO, Anche se bilanci attendibili saranno disponibili solo nelle prossime ore, sembrano fortunatamente limitate le conseguenze del terremoto che nel pomeriggio di ieri ha scosso soprattutto l’est della Repubblica democratica del Congo e la Tanzania ma che si è fatto sentire in buona parte dell’Africa centro-orientale.
Le stesse grandi agenzie di stampa internazionali che a un certo punto avevano parlato di “molti morti e feriti” col passare delle ore hanno cominciato a ridimensionare gli effetti del sisma che, secondo un primo rapporto Onu, ha avuto il suo epicentro a 10 chilometri di profondità nelle acque del Lago Tanganika di fronte ai villaggi tanzaniani di Kungwe e Kidwesa.
In base alle informazioni raccolte, il terremoto si è fatto sentire in Congo, Burundi, Uganda, Rwanda e Kenya; più avvertito nelle città con edifici a più piani e che hanno maggiormente risentito del movimento ondulatorio del terreno, il sisma avrebbe causato, secondo fonti Onu, “vittime non confermate a Kabalo, Manono, Kalemie” e “nelle piccole città che sorgono sulle sponde orientali del lago” in territorio tanzaniano. Fino a poche ore fa, le conseguenze più gravi si sarebbero registrate a Kalemie, unico vero centro abitato di una certa grandezza, 150.000 abitanti circa, vicino al cuore del fenomeno.
Fonti della MISNA contattate in città hanno però ridimensionato l’impatto del sisma sia sulla popolazione locale - che dopo momenti di panico è tornata regolarmente alla propria vita - sia sugli edifici coloniali del centro città che, costruiti negli anni ’50, avrebbero riportato danni non troppo gravi.
Il tipo di abitazioni più diffuse nella zona - casette in muratura di uno o due piani, capanne o baracche costruite con materiali di fortuna come cartelloni pubblicitari, teli e lamiere - fa sperare che le conseguenze di eventuali crolli siano limitate.
Per ora, secondo il vice-governatore della provincia del Katanga, un solo bambino è morto a causa del crollo della sua abitazione e due persone sono rimaste ferite; a far danno sarebbero stati soprattutto i tetti in zinco e lamiere delle povere abitazioni delle popolazioni di una zona d’Africa, l’est del Congo, devastata per anni da un conflitto che, pur avendo provocato in maniera diretta o indiretta oltre tre milioni di morti in poco più di 6 anni, raramente ha riscosso l’attenzione ottenuta dal terremoto che ieri ha smosso le acque del lago Tanganika.
Per avere un quadro più completo e più affidabile delle conseguenze del terremoto bisognerà comunque attendere i resoconti dei soccorritori e delle missioni di verifica inviate nelle zone a ridosso dell’epicentro dalle autorità locali e dall’Onu. [MZ]
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