l’Italia base di kamikaze islamici

I servizi rivelano: sono tra le città in cui si muovono cellule con pregressa esperienza militare e personaggi di elevato spessore eversivo. Fanno tutti capo ad Al-Qaeda e sono legati a formazioni Nord-africane

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L’Italia sarebbe ormai diventata la base logistica e di partenza di decine di aspiranti kamikaze islamici pronti a combattere in ogni luogo del mondo la propria guerra santa. Ma nonostante questo, secondo i nostri servizi segreti che oggi hanno consegnato al Parlamento la tradizionale relazione semestrale sulla sicurezza del Paese, il terrorismo più pericoloso, al momento, resterebbe quello interno. L’analisi delle Barbe finte, infatti, appare impietosa: la “prioritaria attenzione dell’intelligence” spiegano, è dedicata al terrorismo interno “per il rischio particolarmente alto che rappresenta e per i notevoli cambiamenti che ne hanno mutato l’organizzazione e mettono in difficoltà gli apparati di controllo”. Gli 007 nostrani, insomma, mostrano di voler prendere molto sul serio gli episodi inquietanti, sebbene finora incruenti, che hanno attraversato il paese in questi ultimi mesi.

Dalle lettere esplosive inviate al presidente della Commissione Europea Romano Prodi a quelle spedite alle altre cariche istituzionali dei Quindici, fino ai molti piccoli attentati compiuti contro palazzi istituzionali o anche solo pompe di benzina, insomma, i Servizi ricavano un panorama di allarme che necessita dell’innalzamento della soglia di attenzione.

FONTE:GIORNALE

Iraq, Italia base di partenza di kamikaze,dicono servizi segreti- 
ROMA - l’Italia è una base di partenza di aspiranti attentatori suicidi in Iraq, riuniti attorno a cellule multietniche, che hanno legami con al Qaeda. Lo ha detto oggi una relazione sulla politica informativa e di sicurezza dei servizi di intelligence al Parlamento.

Le informazioni raccolte mostrano che l’Italia ha una notevole importanza strategica "non solo come luogo di transito e di approvvigionamento logistico e finanziario, ma anche come base di partenza di aspiranti jihadisti e kamikaze", si legge nella relazione semestrale in un capitolo relativo al reclutamento di volontari destinati "al teatro iracheno".

Nel nostro paese ci sono "gruppi clandestini a composizione multietnica legati a diverse formazioni estremiste nordafricane ed a reti facenti capo ad esponenti di Al Qaeda attestate nel Kurdistan iracheno".

Queste cellule, secondo la relazione dei servizi, sono concentrate a Milano, Cremona, Parma e Reggio Emilia, e dentro di esse si muovono "personaggi di elevato spessore, in grado di fornire sostegno ad eventuali proiezioni terroristiche".

In particolare esistono in Italia formazioni militanti algerine che, "da tempo attive... hanno confermato la propria affiliazione ad al Qaeda e potrebbero pertanto tentare di replicarne le azioni".

I servizi di intelligence sottolineano il pericolo del proselitismo di tipo integralista contro l’Occidente che si svolge nel circuito dei centri islamici, "in alcuni dei quali vanno progressivamente inserendosi elementi balcanici".

FONTE: Reuters

I kamikaze partono da Parma e Reggio
ROMA - l’Italia non è più solo luogo di transito e approvvigionamento logistico e finanziario del terrorismo islamico ma ''base di partenza degli aspiranti jihadisti e kamikazè'. A lanciare l’allarme è la relazione semestrale al Parlamento dei Servizi di informazione che rilevano, tra gli indicatori di pericolosita' la vitalita' dei gruppi clandestini a composizione multietnica legati a formazioni nord-africane e a reti che fanno capo a esponenti di Al Qaida nel Kurdistan iracheno.

''Si tratta - dicono i Servizi - di cellule concentrate a Milano, Cremona, Parma e Reggio Emilia in cui si muovono soggetti con pregressa esperienza 'militarè'' e personaggi di elevato spessore eversivo. Da questi ambienti, secondo l’intelligence, estremisti hanno operato in favore della cosiddetta ''campagna irachena'' e cio' dimostra ''l’insidiosita' degli elementi attivi nei nostri confini''.

La distribuzione di questi elementi sul territorio italiano riguarda, dunque, la Lombardia, con centri satellite in Emilia Romagna, la Toscana e la Campania(piazza consolidata del falso documentale) e il Piemonte (da cui recentemente il ministro Pisanu ha espulso l’iman di Carmagnola).
l’intelligence stigmatizza, infine, il peso rilevante di alcuni leader religiosi di inclinazione integralista che in Italia ''propagano temi antioccidentali nei circuiti dei centri islamici''.

FONTE: EMILANET

Roma. ''Specifici indicatori d'allarmè' emergono per i servizi segreti italiani dall’analisi della ''vitalita' sul territorio italiano di gruppi clandestini a composizione multietnica legati a diverse formazioni estremiste nordafricane ed a reti facenti capo ad esponenti di Al Qaeda, attestati nel Kurdistan iracheno'', avverte l’intelligence italiana nella 52esima relazione al Parlamento relativa al secondo semestre 2003. Si tratta di cellule, concetrate soprattutto a Milano, Cremona, Parma e Reggio Emilia,''in seno alle quali si muovono soggetti con pregressa esperienza 'militarè e che annoverano anche personaggi di elevato spessore, in grado di fornire sostegno ad eventuali proiezioni terroristichè'.

Dal complesso di dati di intelligence disponibili scaturisce ''un attivismo radicale da
leggere sia alla luce delle dichiarazioni che indicano l’Italia quale obiettivo, sia in base agli sviluppi fatti registrare ad esempio da formazioni algerine di ispirazione salafita che, da tempo attive in territorio nazionale, hanno confermato la propria affiliazione ad Al Qaeda e potrebbero pertanto tentare di replicarne le azioni''. (segue)

FONTE: ADN KRONOS