Nella scuola italiana sembra regnare il caos ed in effetti è così: gran parte dei docenti è demoralizzata, gli studenti studiano poco e male, dai test risulta infine che la preparazione degli studenti italiani è a livelli degni dei paesi del terzo mondo, ma perché siamo arrivati a questa situazione? I motivi sono molteplici e le radici di questo malessere partono da lontano: in primo luogo, a partire dagli anni Sessanta, si è diffusa, sia nel mondo cattolico, sia fra la sinistra, la convinzione che la scuola dovesse essere aperta a tutti. Tale enunciato è ottimo a livello teorico, ma è pessimo a livello pratico. La scuola deve essere per tutti, ma chi a scuola non ci vuole andare non può essere obbligato a farlo. Vi siete mai chiesti perché in Italia manchino panettieri, manovali, meccanici? Perchè si è elevato l’obbligo scolastico, già in passato, al biennio superiore; questa “riforma”, che risale agli anni Novanta, ha portato schiere di nullafacenti ad iscriversi per lo più ai bienni dei professionali e, di contro, ha portato alla sparizione di un vecchio istituto validissimo: l’apprendistato. Ora, cosa è preferibile, mandare un ragazzo di quindici anni a fare l’apprendista, se non avesse le capacità per continuare gli studi, con la certezza che imparerà un lavoro che gli darà da vivere, o obbligarlo a frequentare un biennio superiore svogliatamente, biennio in cui, nella migliore delle ipotesi, riparerà a Settembre più discipline e sarà alla fine promosso per il rotto della cuffia? Dunque, in primis smettiamola di elevare l’obbligo scolastico, siamo realisti, chi non vuole studiare, vada a lavorare. Il secondo motivo del disordine che regna a scuola è che la scuola elementare e la scuola media inferiore sono state riempite di contenuti insulsi. In molte scuole elementari e medie si dedica più tempo all’educazione alimentare che all’ortografia, considerata vecchiume, alla educazione sessuale, in alcune scuole chiamata educazione all’affettività che alla sintassi, poi, però, i ragazzi arrivano alle superiori ferrati sulle calorie e sulla sessualità , ma non sanno scrivere un tema o fare l’analisi del periodo, torniamo alla scuola elementare che insegna a leggere, scrivere e far di conto. Si è pensato che scuola per tutti volesse dire scuola facile, è così i contenuti sono stati ridotti all’osso per cui chi aveva un diploma di quinta elementare, conseguito, ad esempio, nel 1910, sapeva il triplo di un ragazzo di una quinta elementare di oggi. Si è tolto il latino dalle medie, considerato materia classista, ma senza latino non si riflette sulla sintassi e viene meno uno stimolo a ragionare. Si è puntato sul computer e gli studenti non sanno più scrivere in corsivo. Quindi una vera riforma può essere solo un ritorno all’antico: ortografia, sintassi, latino. Se poi tornasse un minimo di disciplina, quella disciplina che i pedagogisti marxisti hanno tacciato di autoritarismo, la gioventù tornerebbe a capire cosa sono i diritti e cosa sono i doveri.
Davide Pozzi Sacchi di Santa Sofia
Commissario P.d.A.M. per la Lombardia
Ultimi Articoli
Lombardia presenta all’ONU il suo modello: tre leggi per guidare lo sviluppo sostenibile
Castelnuovo del Garda, MusicalBrolo inaugura con Chiara Luppi e chiude con Ottovolante
Triennale Milano, nuove linee strategiche e comitato scientifico per il quadriennio 2026-2030
Gilsons e Selton in concerto il 15 luglio al Festival di Villa Arconati, inizio alle 21.
Lunedì 13 luglio 2026, Pino Daniele, il docufilm
Locate Varesino, inaugurato il sottopasso: eliminato il passaggio a livello di via Alle Valli
Nomina di Laura Peter alla guida del settore Brevetti e Tecnologia del WIPO
ZTL Isola, il Comune amplia accessi e deroghe dopo il confronto con residenti e imprese
PMI e Intelligenza Artificiale, il nodo è il metodo: senza regole l’innovazione resta apparente