Roma: Davvero non si comprende come, a fronte di una deliberazione della suprema magistratura contabile che di fatto riconosce la piena correttezza e applicazione della normativa da parte della Protezione Civile Nazionale nella gestione dell’emergenza relativa all’area archeologica di Pompei, ci si trovi " ancora una volta " a dover vedere messa in cattiva luce l’attività del Dipartimento della Protezione Civile.
È bene ricordare che la definizione dei limiti dell’attività della Protezione Civile Nazionale è fissata da una legge dello Stato a cui, come confermato anche dalla deliberazione della Corte dei Conti, ci si è sempre scrupolosamente attenuti. Se davvero i gravi rilievi formulati, e ampiamente riportati da un’agenzia di stampa, trovassero riscontro nella normativa vigente siamo certi, d’altronde, che si sarebbero tradotti in un dispositivo ben diverso da quello che è possibile leggere alla fine della determinazione pubblicata oggi.
Come troppo spesso accade, nella ricostruzione giornalistica la fumosità prevale sul rispetto dei fatti. E il fatto, oggi, a nostro avviso, è che la Corte dei Conti ha deliberato riconoscendo la legittimità dell’operato della Protezione Civile. Operato che ha peraltro consentito nello scorso mese di giugno di chiudere, in anticipo rispetto ai tempi previsti, lo stato d’emergenza relativo all’area archeologica di Pompei. Il Dipartimento della Protezione Civile prende atto delle altre osservazioni, che andrebbero forse però indirizzate ad altri organi dello Stato, cui compete l’attività legislativa.
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