Roma: Gli agenti del commissariato lo hanno intercettato in via dei Volsci, quartiere San Lorenzo, con addosso una ventina di grammi di hashish confezionato in dosi e pronto ad essere spacciato. Al commissariato i poliziotti scoprono che Giuseppe, questo il nome del giovane spacciatore di ventisei anni originario di Aprilia, era già stato arrestato il 15 febbraio scorso con la stessa accusa ma era stato rilasciato perché il giudice di piazzale Clodio, pur convalidando il fermo della polizia e confermando quindi l’accusa di spaccio, aveva stabilito che il giovane, in attesa del processo, poteva comunque girare libero. Identico epilogo durante la notte scorsa: convalidato l’arresto ma, con il processo ancora da fare, lo spacciatore può continuare a girare impunito per le vie di Roma.
"Non conosco le motivazioni del giudice ma mi chiedo comunque quale sia il senso di questa vicenda - dichiara il segretario romano dell’Italia dei Valori Roberto Soldà - se non che ci troviamo di fronte ad una ingiustizia sociale, che non fa certo onore a tutti quei cittadini che nella legge italiana ripongono grande fiducia". "Penso poi alla difficile situazione delle forze dell’ordine - continua il segretario - quotidianamente provate dall’impegno nel combattere la microcriminalità romana a cui, purtroppo, non corrispondono tempestività e certezza della pena". Un problema che si dipana su due fronti e che secondo Soldà : "Colpisce sia il cittadino medio, a cui la decisione del giudice può infondere confusione, sia l’immagine globale delle forze dell’ordine, a cui non basta neanche più cogliere in flagranza di reato qualcuno per essere certi di aver contribuito alla sicurezza della città ". "La città di Roma e i suoi cittadini - conclude Soldà - percepiscono un aumento della microcriminalità e si aspettano quindi risposte forti in termini di protezione, soprattutto tenendo conto che le operazioni di polizia si finanziano grazie ai soldi pubblici. Auspico perciò che si individui un percorso di comunicazione più efficace tra sistema giudiziario e cittadinanza, cosi da non alimentare paure e confusione rispetto ad episodi come questi".
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