Pomezia (RM) su Ladysilvia; I Carabinieri della Stazione di Pomezia hanno arrestato con l’accusa di frode informatica, detenzione di carte clonate e di apparecchiature idonee alla captazione e clonazione di codici enumeri informatici, due cittadini rumeni, nullafacenti e pregiudicati.
l’operazione è scattata dopo che un'anziana signora, presa dal panico, nel pomeriggio di sabato si è rivolta ai carabinieri per segnalare che la propria carta di credito era rimasta incastrata all’interno dello sportello Bancomat della Banca S. Paolo.
I militari si sono recati sul posto per acclarare l’inconveniente e tentare di risolvere il problema ma a seguito di un controllo si sono accorti della presenza di congegni elettronici che erano stati applicati sullo sportello in modo tale da non essere individuati dai clienti.
Il sistema è apparentemente semplice, la banda durante gli orari di chiusura della banca aveva installato sullo sportello bancomat dei congegni elettronici ad alta tecnologia ed in grado di captare sia il codice della carta che il PIN digitato dal cliente; i congegni sono stati applicati sotto i telai e le coperture in plexiglas e tali da non essere visibili se non ad un occhio attento ed esperto.
Immediatamente è stato organizzato un servizio di appianamento in attesa che i responsabili tornassero per recuperare il materiale. Infatti attorno alle ore 22.00 due giovani, un uomo ed una donna, dopo aver effettuato diversi passaggi nei pressi della banca alla ricerca del momento giusto per intervenire, sono entrati nel locale bancomat ed hanno smontato le apparecchiature, ma una volta usciti, sono stati immediatamente bloccati dai carabinieri che si erano appostati nei pressi.
I due, identificati in M.A.V. 21enne e S.I.M. 28enne, entrambi incensurati e senza fissa dimora, a seguito della perquisizione sono stati trovati in possesso oltre che delle apparecchiature per la registrazione dei codici bancomat anche di alcune carte di credito clonate e già utilizzate. Ultimate le formalità di rito e dichiarati in arresto, i due sono stati tradotti presso il carcere di Velletri a disposizione della competente Autorità Giudiziaria.
LA REDAZIONE
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