"Questo crocifisso non s'ha da levare"

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ROMA - Il ministro della Giustizia Roberto Castelli incaricherà domani l’Ispettorato di via Arenula di verificare se la sentenza del giudice dell’Aquila che ha imposto a una scuola la rimozione del crocifisso dalle aule «sia stata estesa nel rispetto dell’ordinamento o se siano state ignorate leggi vigenti». Lo ha reso noto lo stesso Guardasigilli che in una nota fa presente che è sanzionabile «dal punto di vista disciplinare chi emette sentenze abnormi».

La polemica sul crocifisso si sta allargando a dismisura. Il ministero dell’Istruzione e della Ricerca fa sapere che "applica e continuerà ad applicare le disposizioni di legge del 1923, mai abrogate, che fanno obbligo di esporre il crocifisso in tutte le scuole, così come in tutti i tribunali" e valuterà l’eventuale ricorso contro la sentenza del giudice dell’Aquila. Intanto per la rimozione, ad Ofena si attende la notifica della sentenza.

Reazioni molto dure sia da parte della maggioranza, sia di alcuni membri dell’opposizione. Maroni ha definito la decisione del tribunale dell’Aquila «una sentenza aberrante che deve essere cancellata al più presto». Gasparri ha chiesto l’intervento dei vertici della magistratura per bloccare quest'atto 'inaudito e deplorevolè. Per Giovanardi si tratta di una sentenza abnorme a cui si deve reagire. Pisanu ha detto che 'questa sentenza dà ragione a un noto provocatorè e 'rischia di turbare la sincera disposizione al dialogo' interreligioso esistente in Italia. Il vicepresidente del Csm Rognoni si è detto 'disorientato e preoccupato' per la vicenda. Secondo Livia Turco e Walter Veltroni la sentenza è una forzatura sbagliata.

La Cei insorge contro la sentenza del tribunale dell’Aquila,'in contraddizione con una legge vigente dello Stato', e ricorda che il crocefisso non è solo un simbolo religioso ma anche 'l’immagine in cui il popolo italiano riconosce le radici stesse della sua civiltà '. Secondo il segretario dell’Unione delle comunità islamiche italiane (Ucoii), la sentenza produrrà 'effetti perversi, indesiderati e certamente negativi per quel dialogo cristiano-musulmano che tanto faticosamente si sta cercando di avviarè e, più in generale,'per la qualità della convivenza nel Paesè.