Il mare restituisce altri dodici corpi del naufragio di Porto Empedocle

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Altri dodici cadaveri "dimenticati" affiorano davanti alla spiaggia di Costabianca, dove sabato notte un barcone carico fino all’inverosimile di clandestini è andato a schiantarsi contro la scogliera di Capo Rossello.

Il bilancio della sciagura assume così proporzioni ancora più vistose (27 il numero complessivo delle vittime accertate fino ad ora) suscitando dubbi, interrogativi e polemiche sulla decisione di interrompere ieri pomeriggio le ricerche. Il primo a lanciare l’allarme questa mattina è stato un diportista della zona, Gino Cretella, impegnato in una battuta di pesca a traino. l’uomo ha visto un cadavere galleggiare e ha subito richiamato con le sue grida l’attenzione di Lillo Capizzi, uno dei proprietari del bar pizzeria "La Playa". "Appena ci siamo affacciati sulla terrazza - dice il gestore del locale - abbiamo visto i cadaveri affiorare sull’acqua, uno dopo l’altro, a distanza di pochi metri. Sembravano tanti punti neri sul mare colore smeraldo".

Immediatamente è scattata la segnalazione alle forze dell’ordine, che hanno inviato sul posto le motovedette e i gommoni, gli unici in grado di operare sui bassi fondali. Tre agenti di polizia, scambiati in un primo momento per bagnanti, hanno utilizzato un pedalò per avvicinarsi al tratto di mare dove affioravano i corpi; un carabiniere ha invece localizzato da terra tre cadaveri guidando i recuperi. Uno dei corpi ripescati, secondo alcuni testimoni, è quello di un ragazzo giovanissimo, di non più di 15 anni. Le operazioni si sono svolte davanti agli occhi incuriositi di centinaia di persone, alcune delle quali hanno continuato tranquillamente a fare il bagno o a pescare con la canna, incuranti di quanto avveniva intorno a loro. Le ricerche erano state dichiarate "ufficialmente concluse" nel pomeriggio di ieri, dopo che il comandante della Guardia Costiera di Porto Empedocle, Giuseppe Rando, aveva definito "improbabile" il ritrovamento di altri corpi. "Il mio era un auspicio - chiosa adesso l’ufficiale - anche se effettivamente ritenevamo che il bilancio di 15 vittime fosse ormai quello definitivo".

Per spiegare cosa è accaduto il comandante fa ricorso alle leggi della fisica e al principio d'Archimede: "Quando un uomo annega - dice l’ufficiale - i suoi polmoni si riempiono d'acqua: a questo punto il corpo affonda a causa del peso. Dopo alcuni giorni i gas sprigionati dal processo di decomposizione provocano un effetto contrario, facendo salire verso la superficie, come un pallone idrostatico, il cadavere". Ma come è possibile che nessuno si sia accorto di quei cadaveri, dopo tre giorni di ricerca? "Quel tratto di mare - spiega Rando - è caratterizzata da fondali bassi e sabbiosi, con 'prateriè di alghe alte fino a un metro. I sommozzatori che hanno scandagliato la zona, per un raggio di circa centro metri, hanno operato in condizioni proibitive, con una visibilità di pochi metri a causa delle acque torbide. All’interno del relitto la visibilità era addirittura nulla, tanto che lo abbiamo dovuto recuperare per essere certi che non vi fossero cadaveri all’interno.".

A questo punto non si esclude che sui fondali di Capo Rossello vi siano altri morti, visto che i 92 superstiti hanno sostenuto che a bordo della carretta viaggiavano circa 150 immigrati. Il comandante Rando osserva tuttavia che il barcone affondato poteva trasportare 70-80 persone al massimo: "Stipandoli come sardine arriviamo a oltre un centinaio, ma 150 mi sembra francamente un'ipotesi irreale". Le ricerche, riprese stamane con le motovedette della Guardia Costiera e della Guardia di Finanza i gommoni della Polizia e gli elicotteri delle Fiamme Gialle, proseguiranno anche domani.

Domani alle 17.30, nella chiesa madre di Canicattì, si svolgeranno invece i funerali dei primi immigrati recuperati dal mare nelle ore immediatamente successive al naufragio. La cerimonia è stata organizzata dalla Prefettura di Agrigento, che ha invitato anche l’ambasciatore della Liberia, il paese d'origine di tutti i clandestini morti nella sciagura. Una messa di suffragio per le vittime della sciagura è stata celebrata oggi pomeriggio anche a Realmonte, nel cui territorio ricade la spiaggia di Costabianca. Il sindaco, Pasquale Zicari, ha annunciato che chiedera' al comandante dei vigili urbani una relazione dettagliata "per verificare - dice - se vi siano stati ritardi nei soccorsi". Intanto dal Canale di Sicilia continuano le segnalazioni di altre carrette del mare dirette verso Lampedusa. La tragedia di sabato notte non sembra avere fermato i traghettatori del racket, che continuano a portare i loro carichi umani sulle "rotte della disperazione", che spesso si rivelano senza ritorno.