IRAQ, Sarebbe salito da 647 ad almeno 695 morti il bilancio ’ufficiale’ delle vittime sciite di questa mattina a Baghdad: lo ha dichiarato all’agenzia ’Reuters’ un alto funzionario del ministero della Sanità , il dottor Jaseb Latif Ali, secondo cui tuttavia il governo si aspetta “che le vittime siano mille”.
Fonti dei servizi di sicurezza parlano di 816 morti e 323 feriti, mentre non è ancora stata chiarita la causa del tragico incidente. Secondo una prima ricostruzione, una o più persone non ancora identificate avrebbero gridato in mezzo alla folla di circa un milione di sciiti - che si stava recando alla moschea di Khadmiya per commemorare l’anniversario della morte di Musa al Kadhim, il settimo dei 12 imam degli sciiti - che un attentatore suicida con indosso una cintura imbottita di esplosivo era pronto a farsi saltare in aria. Una seconda ricostruzione parla della folla terrorizzata dai colpi di mortaio sparati verso la moschea di Khadmiya. Comunque sia andata, la folla atterrita ha cominciato a spingere, i parapetti del ponte su cui si trovavano migliaia di persone hanno ceduto e in centinaia sono caduti nel fiume Tigri; altri sono stati invece calpestati dagli altri pellegrini in fuga.
Secondo le prime testimonianze, tra le vittime vi sarebbero soprattutto donne e bambini. Un mistero, inoltre, si aggiunge alla tragedia: secondo il ministero della Sanità di Baghdad, tra le vittime almeno 25 persone sarebbero state trovate uccise per avvelenamento, la stessa fine fatta dall’imam Musa al Kadhim nel 799 dopo Cristo (il 183 dell’Egira). Il governo nei giorni scorsi aveva messo i pellegrini in allerta sul pericolo di accettare cibo dagli sconosciuti, temendo attentati. [LL]
MISNA.ORG
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