“Un atto criminale contro chi è in Iraq per aiutare nella ricostruzione, gli attacchi continueranno ma saremo determinati nel combattere ogni genere di terrorismo e vinceremo”.
Parla così il neo eletto premier Ayad Allawi dopo l’ennesimo, devastante attentato che ha sconvolto la capitale Baghdad provocando 16 morti, tra i quali cinque stranieri. Erano passate da poco le otto del mattino, le sei in Italia, quando una violenta esplosine ha scosso l’affollata strada di Al Batween, nel centro di Baghdad. I terroristi sono entrati in azione con un'autobomba. Obiettivo un convoglio di tre auto blindate - 4 per 4 bianche - quelle che orami tutti sanno vengono usate da stranieri e da membri dell’Autorità provvisoria. Le macchine si allontanano per circa mezzo chilometro dalla Zona Verde - dove risiede l’autorità provvisoria della coalizione internazionale - quando una vettura si mette di traverso e salta in aria. È l’inferno. Distrutto il convoglio, così come la facciata di un intero edificio.
È il panico. Sedici i morti: 11 iracheni e poi 2 inglesi, un americano, un francese e un filippino, tutti e cinque agenti di sicurezza - duqnue contractor stranieri - che lavoravano per la società americana General Electic, impegnata nella ricostruzione del settore elettrico, uno dei più danneggiati del paese. 50 i feriti molti dei quali ricoverati in condizioni gravissime.
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