NASSIRIYA - Un colpo di mortaio o un razzo ha centrato il secondo piano della sede diplomatica italiana a Baghdad. Lo riferiscono fonti qualificate sul posto, secondo cui non c'è stato alcun ferito ma solo danni materiali. Secondo quanto si è appreso, l’episodio è avvenuto alle 23.30 locali, le 21.30 in Italia. Il secondo piano dell’ambasciata è quello in cui si trova la cancelleria: in quel momento c'era pochissima gente, ma sono tutti incolumi. Nei giorni scorsi nei dintorni dell’ambasciata italiana erano stati trovati due carretti con a bordo 20 razzi ciascuno pronti a sparare, ma non c'erano state conferme che il bersaglio fosse proprio la rappresentanza diplomatica italiana a Baghdad.
NASSIRIYA, LA GENTE COLLABORA. ITALIANI TROVANO 201 RAZZI
I militari italiani hanno scovato il più grande arsenale di armi ed esplosivo scoperto finora in Iraq. In un rudere, in mezzo ad una palude, 25 chilometri da Nassiriya, c' erano 201 razzi terra-terra da 130 millimetri, tre razzi da 107, una bomba da mortaio, 119 spolette e ben 720 chili di esplosivo. Dietro l’ operazione un complesso lavoro di intelligence e, soprattutto, la collaborazione di alcuni iracheni locali. Nell’ area dove si trovava l’ arsenale ci sono forti insediamenti sunniti e wahabiti tra cui si annidano i principali oppositori alla coalizione internazionale. Oggi, i soldati italiani del Genio guastatori provvederanno alla distruzione di tutto il materiale.
MILITARE ITALIANO FERITO LIEVEMENTE A NASSIRIYA
Un militare del contingente italiano in Iraq è rimasto lievemente ferito, ieri mattina, da un colpo di kalashnikov di ricaduta. l’episodio è avvenuto alle 8 locali (le 6 in Italia), a Nassiriya. Il militare - Stefano Ridolfi, 28 anni, di Quartu Sant'Elena (Cagliari) - ha gia' avvertito personalmente il padre di quanto è accaduto.
Secondo quanto si è appreso al comando del contingente italiano, Ridolfi - caporal maggiore scelto del 151/o Reggimento della Brigata Sassari, arrivato in Iraq il 2 ottobre - stava svolgendo un'attivita' di controllo nell’area dell’ex caserma della Msu, oggetto dell’attentato terroristico del 12 novembre scorso.
In particolare, si trovava sul ponte del fiume Eufrate a ridosso dell’ex base dei carabinieri, su un mezzo blindato: in qualita' di capo carro, si sporgeva parzialmente fuori dalla torretta. Improvvisamente è stato raggiunto da un colpo di ricaduta che lo avrebbe ferito di striscio alla spalla: il proiettile, secondo i medici dell’ospedale italiano, è entrato perpendicolarmente alla spalla, senza rompere l’osso e conficcandosi nel deltoide, a due centimetri di profondita'.
Sulla natura degli spari al momento si possono solo fare supposizioni. Tuttavia dalle prime ore dell’alba si sentono in citta' numerosi colpi di armi da fuoco: un modo, in Iraq, per festeggiare la fine del Ramadam.
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