SMOM, Frontiere moderne della solidarietà

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All’interno della prestigiosa aula Aldo Moro Facoltà di Giurisprudenza Università degli Studi di Bari, Piazza Cesare Battisti, il 26 novembre 2005, si è tenne un Seminario promosso dal Gran Priorato di Napoli e Sicilia del Sovrano Militare Ordine di Malta: “Frontiere moderne della solidarietà ”.

Evento di portata eccezionale che fu presieduto dal Gran Priore di Napoli e Sicilia del Sovrano Militare Ordine di Malta Frà Antonio Nesci. I prestigiosi lavori, aperti dal Presidente della regione Puglia Niki Vendola, dal Sindaco di Bari Michele Emiliano, e dal Rettore dell’Università degli Studi di Bari Giovanni Girone. Nessuno ricorda a memoria d’uomo un evento così prestigioso a Bari, un Convegno (quella sera erano presenti oltre alle Autorità Civili e militari una quantità di persone incredibile, all’interno dell’Aula A. Moro, molti restano in piedi) di tale portata, se non ai tempi in cui i Giovanniti con i propri vascelli crucisignati salpavano dalle coste di Bari verso la Terra Santa.

L’Ordine con i suoi 900 anni di storia ha segnato un percorso di Frontiere moderne della solidarietà nel mondo intero, così hanno ricordato un’anime gli illustri relatori: soggetto di diritto internazionale, il Sovrano Militare Ordine di Malta intrattiene rapporti diplomatici con numerosi Stati circa 90 ed ha Osservatori permanenti presso le Nazioni Unite, L’Alto Commissariato per i Rifugiati, l’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni, l’Organizzazione Mondiale per della Sanità , la FAO, l’Unesco e il Comitato internazionale della Croce Rossa. Ha inoltre fondato e gestisce in tutto il mondo circa 100 ospedali e ambulatori, senza contare i numerosi dispensari e lebbrosari.

Precursori della Croce Rossa internazionale, sui campi di battaglia o nei luoghi colpiti da catastrofi, i Cavalieri dell’Ordine disponevano di carri-ambulanza ed ospedali per curare tutti i feriti (soprattutto i “nemici”caduti in battaglia), senza distinzione di razza e religione. In un continuum storico che si protrae fino all’ultimo conflitto mondiale e, più recentemente, alla guerra del Vietnam, perpetuando anche i tempi moderni la virtù del martirio cristiano. Ieri come oggi, l’impegno dei Cavalieri si è profuso come una missione e oggi in particolare si è moltiplicato: l’Ordine è presente, in silenzio, in tutti i continenti; l’Ordine è presente, in silenzio, ove più si soffre.

All’iniziale finalità caritativa e assistenziale - l’obsequium pauperum (“il servizio dei poveri”) " si affiancherà , già con il successore di Gerardo, Rayond du Puy, una seconda e più gravosa missione: la tuitio fidei, (la difesa armata della Fede). Comunque, non è escluso che, proprio in terra di Bari possono ritornare i “Crociati” e sempre con il permesso delle Autorità locali l’apertura di ambulatori rionali come già esistenti anni addietro, nel quartiere della madonnella. Come ha ricordato Gianluigi Gaetani dell’Aquila d’Aragona Cancelliere dell’Ordine del Gran Priorato di Napoli e Sicilia, non tutti, probabilmente, sono a conoscenza che un l’Ordine cavalleresco, tra i più illustri e celebri, conserva nel proprio interno, un vero Corpo Militare. Discorrendo gli Ordini equestri, la nostra mente subito pensa al cavaliere, senza macchia e senza paura, che aiuta i deboli, gli indifesi, gli orfani e le vedove; con tali doti risulta, perciò, difficile pensare ad una istituzione equestre che annovera un Corpo militare che, di norma, ha ben altre finalità . Ma il Corpo che esamineremo, pur essendo militare a tutti gli effetti, proprio nello spirito dei codici dell’antica cavalleria, persegue solo finalità di aiuto e di assistenza spirituale e sanitaria ai malati e feriti in guerra o nel corso di calamità . Stiamo parlando del Corpo militare speciale ausiliario dell’Esercito Italiano Sovrano Militare Ordine di Malta. Il 20 marzo 1876 nasce la prima Convenzione tra lo Stato italiano e il Sovrano Militare Ordine di Malta per la Cooperazione con il Sevizio Sanitario dell’Esercito in guerra, firmata dal ministro della Guerra, Generale Emilio Maurizio Ferrero, per l’Italia, e dal principe Mario Chigi Albani della Rovere, per l’Ordine di Malta. Una nuova Convenzione viene firmata il 20 febbraio 1884 con il Ministro della Guerra, con l’intendo di determinare le modalità della cooperazione dell’Associazione al servizio sanitario militare in caso di mobilitazione, provvedendo l’arredamento dei treni-ospedale e l’assistenza sanitaria con il suo Corpo militare. Si precisa, infine, che il personale del Corpo, durante il suo impiego presso le Armate, sarà sottoposto alle leggi e ai regolamenti militari e avrà diritto a una indennità giornaliera da parete del Ministero della Guerra. L’Ordine, in Italia è rappresentato anche da un corpo di volontari civili, denominato Corpo Italiano di Soccorso dell’ordine di Malta (C.I.S.O.M.), per interventi di soccorso in caso di calamità , di emergenza sanitaria, di assistenza e di protezione civile. Orbene, ora un pò di storia antica dell’Ordine. Al tempo delle Crociate, (come hanno ricordato gli illustri relatori) tre grandi Ordini Monastico-Militari, quali, il Templare, il Teutonico ed il Melitense, fiorirono e si affermarono in Terrasanta caratterizzando la loro opera in favore dei pellegrini che, da tutta l’Europa, si portavano in Oriente per visitare i luoghi Santi cari non solo ai cattolici. L’Ordine Ospedaliero e Militare di San Giovanni di Gerusalemme, sovrano di Rodi e di Malta, nacque a Gerusalemme nel sec. XI con vocazione all’insegna della Solidarietà di assistenza ospedaliera. Il suo sviluppo incominciò dal momento in cui Goffredo di Buglione, facendo visita al Preposito dell’Ospedale frà Gerardo, gli fece una donazione. A quest’ultima seguirono quelle di gentiluomini i quali offrirono in vita o legarono per morte le proprie armi ed i propri cavalli; ma, anche i nobili inglesi, francesi e di regnanti casigliani i quali donarono beni allodiali e feudali all’Ordine. Con bolla del 15 febbraio 1113 Papa Pasquale II approvò l’istituzione dell’Ospedale che in Gerusalemme i Giovanniti avevano dedicato a San Giovanni Battista, ponendolo sotto la protezione diretta della S. Sede e conferendogli personalità giuridica ben definita. Gli assicurava, infine, la libertà dell’interferenza nell’elezione dei successori di Gerardo da parte di qualsiasi potere ecclesiastico o laico. Così l’Ordine giovannita, a seguito a seguito di altri privilegi concessi nel tempo dalla S. Sede, divenne un ordine religioso esente. Verso il 1136, sotto il secondo Gran Maestro Raymond de Puy, la originaria confraternita si trasformò assumendo caratteristiche militari. Con bolla Ad hoc nos disponete dominio di Papa Callisto II del 19 giugno 1120, tale pontefice aveva difatti autorizzato i giovanniti a prestare assistenza ai pellegrini ed a difenderli con le armi contro gli infedeli.

Pietro Vitale