L’amore e la morte sono sempre ospiti inattesi. A nessuno è dato respingerli. Non ci resta che accoglierli. L’emozione è della loro stessa materia. Giunge saettante e improvvisa e ti balocca come un colpo di vento con una fronda. E’ inutile tentare di modularla, orientarla. Accade, secondo leggi eterne e imperscrutabili.
Dal pozzo profondo delle emozioni scaturiscono braccia che avvolgono l’universo. Le stelle, anche le più fulgenti, vi si possono specchiare. Dall’angolo più recondito del mondo l’anima fraseggia con i misteri sublimi. Io sono quel che penso. Io sono quel che vedo. Io sono quel che sono. Questa è la trinitaria dimensione dell’anima. Ciascun momento, ciascuna fase presuppone e introduce l’altra, al punto da non poterne isolare i tratti, pur riconoscendone ragioni e peculiarità.
Mi sembra una sorta di inerzia una vita disgiunta dall’anima, un’alzata di spalle dell’intelligenza, una forma di arbitrario disimpegno. Che senso ha qualunque accadimento, qualsiasi impresa o realizzazione fuori da un semenzaio anche e soprattutto spirituale?
Pertanto suonano falsi quei vini dove a diversi livelli e in diverse fasi operano la proprietà, il wine-maker, l’addetto al marketing, il contadino. Quante anime si possono agitare dietro un’etichetta?Quali di queste esprimerà? E’ possibile un accordo subliminale fra loro? Ne risulterà una sintesi o un ibrido senza personalità? La Storia suggerisce un diverso modus operandi:un solo spirito, un solo facitore al cospetto della Natura.
La tradizione e la biodinamica sono entità quasi sovrapponibili. Questione di saperi che si sono sedimentati nei secoli e che si fanno cultura. E la cultura si incarna in altri pensieri, si traduce in parole.
E cosa sono le parole se non la nostra fonte inesauribile di magìa?
E allora... dispieghiamola questa magia!
Nel contesto usuale del wine-bar Cairoli di Foggia, i“Bevitori d’Alta quota“ ancora una volta convergono attratti dall’irresistibile fascino del vino.
Eccole le bottiglie del sogno, del vagheggiamento, del desiderio:Riesling 2011 di Martin e Anna ARNDORFER, Bourgogne 2009 di FANNY SABRE, IL PARADISO DI MANFREDI 2006 e il passito di Pantelleria BUKKURAM 2005 di DE BARTOLI.
La prima bottiglia è una novità austriaca de “Les Caves de Pyrene“. A quanto pare la scoperta è dovuta a Natalino Crognaletti, titolare della “Fattoria S. Lorenzo“. Il vino ha tutto quanto ci si aspetta da un Riesling così giovane:acidità, mineralità e in aggiunta un insolito, caldo corredo di un alcol vibrante. Succoso, beverino, nel solco della godibilità dei vini di “Les Caves“. Col nettare borgognone la prima decisa progressione verso l’eccellenza. Misconosciuta ai più, Fanny Sabre sorprende per la stoffa del suo pinot nero. Vino di razza, al naso presenta un intricato intreccio di refoli olfattivi di incerta definizione. C’è chi osa arditi accostamenti ma sembra ai più dominante una nota tostata gradevolissima (oltre ai piccoli frutti rossi) che si risolve in una beva golosa e corroborante. Poi... il Brunello. Chi ha dato un nome simile ad un vino e ad un luogo, il Paradiso di Manfredi, avrà avuto le sue buone ragioni. Si narra in ogni dove e a più voci dell’incanto dello scorcio ilcinese più prezioso, di una vigna come un giardino, di un vino memorabile. Lo saggiamo. Un acceno di “volatile“ quasi a solleticare i sensi introduce ad una olfazione composta e tipica. Ma è alla beva che esplode la meraviglia:che equilibrio, che armonia, che placida e compiuta saporosità!Il vino fluisce nell’antro palatale con tocco felpato, come una carezza. Non una nota sfuocata o stonata, non un difetto. La setosità non è fine a se stessa. Il sorso procede intenso, ampio, appagante. Sottobosco, frutta nera, forse anche liquirizia, caldo e armonico:una delizia.
Continuare diventa arduo. Introdurre altri liquidi rischioso. In pericolo una scia interminabile di voluttà. Ma ci soccorre un altro grande:De Bartoli e il suo Bukkuram. Quintessenza dell’uvosità e della solarità. Elegia della natura intonsa e materna. Unguento sanificatore per le ferite dell’anima.
E finisce, ancora una volta, amorevolmente e fraternamente, in gloria.
ROSARIO TISO
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