I giorni di compleanno custodiscono in sé una promessa di felicità.
Probabilmente un simile senso si è formato molto presto,negli anni giovanili,quando l’immaginazione accresceva la percezione delle cose fino a renderle sufficienti a colmare la misura del proprio desiderio.
Forse questo ha pensato Giorgio...1/3 della “ Setta dei bevitori estinti “ quando ha deciso di mettere in gioco il suo Krug 1990 nel giorno del suo 41° compleanno.Come dire compenetrazione di “eventi“,ad assicurare alla gioia naturale insita nella ricorrenza una cornice degna e festosa nel riverbero di sublimi bollicine.
Certamente alte le aspettative di una serata quasi improvvisata.
In cinque...Giorgio,Rosario,Antonio,Michele e Luigi...per un percorso di bevuta ancora da definire.
Per fortuna il nostro solito rifugio,il wine-bar Cairoli,pullula di possibilità accattivanti.Le nostre scelte son cadute fatalmente sul FERRARI PERLE’ NERO 2003,in quanto novità da approfondire, e su di uno champagne di “La Flute“ per un’apertura di sicura qualità.
La sorpresa è stata grande quando il rosè di JANISSON-BARADON...dall’elegante bottiglia satinata...ha stregato le nostre papille gustative ancora vergini con profumi,finezza e freschezza da brivido.Non smettevamo di tesserne le lodi ed il fatto di non averlo mai bevuto in precedenza ha reso ancora più trionfante il suo sontuoso incedere sensoriale.Al confronto il PERLE’ NOIR è parso opaco nella veste e negli umori,aprendosi a fatica solo quando il calore ne ha liberato il pur complesso bouquet.
Il Krug ha rispettato alla perfezione il copione che gli è stato assegnato dalla storia.
Forse troppo.
Un prodotto quasi prevedibile nel suo splendore stilistico.
Con una vena di ossidazione a far capolino nella sua complessa trama gusto-olfattiva e a regalare tocchi di dorata nostalgia.Una sorta di “saudade“ si è impossessata di noi al pensiero che forse sarebbe stato l’ultimo millesimato Krug degustato,dati i crescenti e sempre più proibitivi costi che ne pregiudicano la fruibilità futura e ne involgariscono il destino...rendondolo vino per soli ricchi e non per veri appassionati.
Brindisi quali...“All’ultimo calice di Krug“...o...“Addio Krug“...o...“Grazie,Krug!“...hanno ulteriormente illanguidito i nostri sensi con una vena di emozione.
Si è quindi evocato,pressoché all’unisono,l’abbraccio e la funzione consolatoria del gusto dolce.E sull’ottimo strudel della casa ecco fluire un viscoso e carezzevole Porto della regina delle bodegas lusitane:QUINTA DO NOVAL.
Certo non parliamo di un prodotto della serie dei “Quinta“propriamente detti capitanata dal rarissimo “National“,ma di un eccellente NOVAL Tawny di vent’anni.
In chiusura un’insolito bicchiere della staffa dalla personale dotazione di Luigi:un pregiato e mordace(data l’importante gradazione alcolica..) rhum agricòle di cui non mi sovviene il nome del produttore.Peccato veniale per una funzione mnemonica messa a dura prova da un florilegio di dati e sensazioni che si perdono nella sempre più indistinta fumea del ricordo.
ROSARIO TISO
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