Palermo: Oggi Palermo ricorda tre eroi vittime di Cosa Nostra: il vice questore aggiunto Antonio Cassarà detto “Ninni“, vice dirigente della Squadra mobile di Palermo, il suo collaboratore, l’agente Roberto Antiochia e il commissario Beppe Montana, capo della sezione Catturandi della Squadra mobile di Palermo. Tutti morti nell’estate del 1985.
Alla cerimonia, che si svolge stamattina nel capoluogo siciliano sono presenti anche il presidente del Senato, Renato Schifani, e il capo della Polizia, Antonio Manganelli. “A Palermo è di frequente il giorno della memoria, del ricordo e dei propositi per continuare. Siamo qui per testimoniare questo filo sottile che lega tutto quest’ultimo quarto di secolo. Un filo che unisce determinazione, coraggio, dolore.E’ un modo per ricordare anche gli altri caduti per mano mafiosa“, ha ricordato il Prefetto, durante la commemorazione.
Alla 9,30 in via Croce Rossa, viene deposta una corona di fiori sul luogo dell’uccisione di Cassarà e Antiochia. A seguire, alle 10.15 presso la lapide posta nell’atrio della caserma “Boris Giuliano“ - sede della Squadra mobile - il prefetto Manganelli depone una corona a ricordo dei caduti della Polizia.
Subito dopo, nei locali della Squadra mobile, viene proiettato un film realizzato dalla questura di Palermo che rievoca i momenti dei tre agguati nonchè le testimonianze di parenti e amici delle vittime.
La cerimonia si conclude con l’intitolazione dei giardini d’Orleans, in via Ernesto Basile, alla memoria di Ninni Cassarà .
La storia
Sono passati 25 anni da quando i tre poliziotti persero la vita combattendo la mafia: il 28 luglio 1985, a soli 34 anni, Montana rimase ucciso in un agguato mafioso a Porticello, località marina vicino a Palermo mentre era in vacanza. Dopo soli 10 giorni, il 6 agosto, Cosa Nostra colpì Cassarà , di 37 anni, e Antiochia, di 23 anni.
foto: Celebrazione del ricordo dell’omicidio di Cassarà Antiochia Montana Palermo 2010
Il commissario Cassarà fu uno stretto collaboratore del giudice Giovanni Falcone e condusse varie operazioni antimafia e insieme al collega Montana collaborò con le forze di polizia americane alle indagini della famosa indagine “Pizza Connection“ che aveva portato all’arresto di decine di mafiosi tra Italia e Stati Uniti.
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