C’è qualcosa di unico nella vita di Oriana Fallaci: l’assenza.
Un’assenza ingombrante che pesa nella scena giornalistica, un’assenza alimentata dal silenzio della critica, un’assenza che l’ha portata ad essere alieno, voce unica ed isolata, emarginata a volte, più spesso accusata e criticata..
Il suo racconto sull’ 11 Settembre “La rabbia e l’orgoglio” fu uno shock civile.
Il grido di Oriana raggiunse milioni di Italiani.
Un grido che fu miccia per un’eco di polemiche a non finire e che si espandeva giorno dopo giorno rafforzato dalle critiche ideologiche, condivisibili o meno, di analisti, giornalisti ma di un’opinione pubblica che poco alla volta si allontanava da quella stessa carta stampata. Una polemica che seppur giusta si era spostata su di un piano personale. L’ostilità marcata ed accesa verso il personaggio Oriana, infiammavano oramai più ancora dell’attacco alle Torri gemelle e all’occidente intero”¦
Oriana fuori dalle televisioni, fuori dai giornali, Oriana assente ”¦
Ma Oriana sempre più presente nelle librerie e nelle case di quei milioni di italiani che, lontani dalle piazze, la continuavano a leggere e forse ad apprezzare”¦
Oriana disprezzata da destra e da sinistra oggi come allora”¦ o come ai tempi del Vietnam quando scrisse articoli contro la guerra americana, e per questo fu osannata dai comunisti. Poi fu invitata in Vietnam del Nord, e scrisse che si trattava del regime più sanguinario che avesse mai visto e anche lì, quelli che un minuto prima la osannavano, divennero i suoi peggiori nemici”¦
Oriana.. una vita in guerra da sempre”¦ da quando, bambina, lottò contro i nazisti al fianco del padre facendo la resistenza tra le file di Giustizia e Libertà col nome di battaglia “Emilia””¦ aveva 14 anni.
Oriana, una vita sulla luna. Conobbe Conrad a New York, il secondo uomo a mettere piede sulla luna, prima della missione e a lui chiese di portare con sè, tra le stelle, l’immagine di sua madre.
Una volta rientrato, come promesso, Conrad inviò quella stessa fotografia alla madre con una piccola dedica “Ad Oriana.. dall’Oceano delle Tempeste..” triste metafora di quella che sarebbe stata, forse, una vita intera”¦
E di tempeste Oriana ne vide molte, guerre che la portarono ovunque c’era bisogno di una presenza che testimoniasse quello che accadeva: in Messico, lì dove gli studenti vennero trucidati come in un’arena e fu lei stessa colpita da pallottole e creduta morta sino a quando, in ospedale non si accorsero che ancora viveva, ... a Beirut, in Vietman.. ovunque nel mondo.. portando con sè lo spirito di un giornalismo che era storia perché testimonianza viva e diretta di quello che accadeva..
Guerre che lambirono anche gli affetti personali”¦ come l’amore per Alekos Panagulis, l’unico uomo della sua vita”¦ un amore ucciso tre anni dopo il loro primo incontro in quello che sembrò un incidente stradale. Un sentimento profondo che la portò a scrivere “Un Uomo” cronaca fedele di eventi realmente accaduti, il ritratto di un uomo che ha pagato con la vita il suo sogno di libertà ”¦ e con lei il suo sogno di verità
Così come disprezzava il tradimento in Guerra, Oriana lo disprezzava anche nella vita reale”¦ e fu per questo che continuò ad essere fedele a se stessa, non scendendo mai a compromessi.. non cedendo alla facile tentazione di seguire la corrente per diventare qualcuno..
Oriana, donna dalla parte delle donne, coraggiosa, appassionata, indignata”¦ come quando durante quell’intervista a Khomeini tolse il velo che portava sulla testa”¦
o come quando criticò aspramente la Francia della "Libertè, ɰgalitè, Fraternitè"... ma in cui si bruciavano le sinagoghe
O come quando si scagliò contro l’orrore di Beslan.. terrorismo che colpisce bambini e anime innocenti
Oriana, una vita come un romanzo che sorprende
lei come un alieno, portata via da un alieno più grande ancora
quel cancro con cui aveva parlato, che aveva intervistato e che era diventato compagno fedele..
goccia nell’oceano di una vita che non dimenticheremo”¦.
Luisa Maria Carretta
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