In questo spazio
mi sarebbe utile
assaporare meglio le tue labbra
luce dei miei occhi.
Vedere
la tua scintilla brillare
mi spoglia di ogni sapere.
Urlare ma non ferire
inebriarmi
della tua rugiada,
luce dei miei occhi.
Danzami addosso
seta bianca
nessun amore
raffigura l’essenza.
In effetti
tutte le intrusioni
si imbellettano
nei tuoi nodi .
Oh , come è dolce
la pena d’amore ,
e come è dolce
il tuo coro.
Il non poter più
abolire il tempo mitico
attaccato dalla luce …
dalla luce dei tuoi occhi...
Affettivamente e simbolicamente
l’indifferente natura
si attenua svanisce,
quasi in sordina.
i contenuti presenti in questa pagina non possono essere replicati senza autorizzazione dell’autore
Tratto dalla raccolta di poesie di Alfredo d’Ecclesia " Poesie quasi amorose”
Ultimi Articoli
Milano, a Palazzo Marino “La gioia nel passo”: in scena il racconto delle donne tra guerra e Repubblica
Infinite fall (floating), l’opera di Davide Sgambaro alla Piscina Comunale di Saluzzo
Sesto San Giovanni sequestra i primi monopattini truccati
Dodici armature giapponesi dal XVI al XIX secolo al Museo Chiossone di Genova
ASL Roma 1 smentisce la chiusura della Breast Unit del Santo Spirito: Nessuno smantellamento
Housing sociale in Lombardia: 96 milioni per ristrutturare 2.500 alloggi a canone calmierato
Ricerca e impresa, tappa a Como per il tour dell’assessore Fermi tra droni, farmaceutica e ambiente
Difesa personale: occhio al problema della sopravvalutazione.
Pittura italiana oggi, la mostra arriva a Rio de Janeiro con la nuova scena contemporanea