Potevamo redigere un freddo “coupon“ e fare un pratico bonifico “on line“ per rientrare a pieno titolo nel novero degli “adottatori“ di pecore.
All’espletamento delle formalità sarebbe seguita la consegna di prelibatezze alimentari di vario genere che avremmo diviso o consumato insieme con piena soddisfazione.
Ma non ci è bastato.
Un tecnico baratto a distanza non poteva soddisfare chi ha scelto di inoculare in ogni espressione dell’esistenza il virus del contatto umano.
Umanità dei gesti,dei modi,delle parole,dei desideri.
Siamo partiti alla volta di Anversa degli Abruzzi non solo per ratificare una pratica insolita.
Siamo andati soprattutto a stringere mani,a incontrare visi,a sentire emozioni.
Solo così il versante spirituale del nostro essere sarebbe stato pago.
Solo così avremmo attinto alle ricchezze che si annidano sotto la scorza superficiale delle cose.
Il gruppo di “Casa Marino“ non conosce altro verbo che la costante ricerca del piacere.E ha collocato questa ricerca prima di tutto nel segreto ricettacolo dell’anima,per poi estrinsecarla nel viaggio,speculare riflesso dei tortuosi percorsi interiori.
Viaggiare mossi da precisi impulsi intellettuali e spirituali.
Mente e cuore in sinergica spinta verso l’alterità,dove attende la scoperta...
Il BioAgriturismo “La Porta dei Parchi“ ci accoglie in un angolo d’Abruzzo incontaminato e selvaggio alle falde della Maiella e a due passi dalle Gole del Sagittario.Si ha la sensazione di entrare in un santuario della vita agreste,pullulante di animali,a contatto con la natura,in un ambiente bucolico di quieta bellezza.
Qui si trova un allevamento di pecore e si può decidere di adottarne una.Si sceglie anche il suo nome e si può seguirne l’intera parabola vitale.
La possibilità d’alloggio,in confortevoli abitazioni,consente di partecipare a tutte le fasi della crescita della pecora con i suoi momenti topici:pascolo,allattamento,tosatura,parto.
Si può sperimentare,nell’osservazione del lavoro umano profuso e dei conseguenti frutti,il contatto con ancestrali dinamiche di scambio con la Madre Terra fino a provare sensazioni di contiguità con le ragioni ultime che albergano nel fondo della vita di ogni cosa,senza peraltro carpirne del tutto i misteri che sono appannaggio esclusivo della sapienza creatrice.
Brandelli di verità attraversano,come nuvole in corsa,il cielo mai terso della consapevolezza....
C’è un che di religioso nel rapporto con gli animali.Abitatori comuni dell’Eden,partecipiamo dello stesso afflato divino.
Indimenticabile il coro di belati di decine di agnellini...una sorta di saluto..all’atto di andar via.
Quando giunge il momento di attribuire un nome alla nostra pecora ci pervade un senso di familiarità:la chiameremo Roberta...
L’habitat avvolgente di una cultura sconosciuta produce una sorta di vertigine intellettuale,un vuoto esistenziale che ci si affretta a riempire con l’empatia.
Non è la voce che trasmette o le parole che dirigono ad un comune ostello...ma è il corpo dell’altro,i suoi gesti,gli occhi,il sorriso ad accorciare le distanze,ad unire,a fondere.
E’ la dolcezza di Samantha che ci accoglie.
E’ il bello dell’alterità,dell’esperienza del contatto con il prossimo sempre foriera di sviluppi e terreno di crescita interiore.
Lasciamo a malincuore questa scheggia di paradiso e ci dirigiamo ad Anversa degli Abruzzi dove si trova il ristorante scelto per il pranzo.L’osteria “La Fiaccola“ è un piccolo locale nel centro storico del paese che prende il nome dalla tragedia dannunziana che il “Vate“ ambientò proprio in questi luoghi.
Quel che colpisce immediatamente è la schiettezza dell’ambiente,l’antica cortesia del titolare-chef,la solare affabilità della giovane figlia in sala:clima,piatti e servizio riportano indietro nel tempo e si ha la sensazione di essere a casa propria.Prodotti tipici locali,in particolare formaggi e ricotte,la fanno da padrone,quantunque si colga un’intento creativo in tutte le preparazioni.Nelle proposte alla carta convivono semplicità e ricercatezza in costante armonia.Anche la scelta dei vini denota attenzione al territorio e alla qualità.
Sazi nel corpo e nello spirito,lasciamo che l’istinto ci guidi nella parte conclusiva della giornata.
Antonio Marino,conoscitore dei luoghi,suggerisce la risalita delle Gole del Sagittario.Ci ritroviamo così a percorrere lo straordinario orrido,prima canyon...poi fiordo,che conduce a Scanno.
Acque limpidissime,nei punti più fondi bluastre,a tratti di un grigio metallico bordato di un verde smeraldino,riflettono i nostri pensieri ammantati di silenzio,rotto solo dallo sciabordìo di una sorgente.
A Scanno la chiesa di S.Eustachio accoglie le nostre residue pulsioni interiori.
Poi il ritorno a casa,gravido di speranze.
Rosario Tiso
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