Milano: Sono quattro le attesissime rappresentazioni del Tanztheater Wuppertal Pina Bausch, al Piccolo Teatro Strehler di Milano, in esclusiva per l’Italia dal 10 al 13 febbraio con lo spettacolo Vollmond (Luna piena). Saranno le uniche apparizioni italiane nel corso del 2011 del complesso di danzatori-attori, fondato e diretto dalla massima coreografa del Novecento, scomparsa nel 2009.
Il grande ritorno della compagnia che trionfò a Milano vent’anni fa con Palermo Palermo è promosso, realizzato, e fortemente voluto, dal Comune di Milano, in collaborazione con il Piccolo Teatro di Milano " Teatro d’Europa. E aspettando Vollmond, il Comune ha programmato Milano per Pina Bausch, una serie di iniziative e di incontri, in corso in questi giorni, rivolti al grande pubblico e di forte interesse per gli appassionati di danza, con la collaborazione, oltre che del Piccolo, di Teatridithalia (Elfo Puccini), Goethe Institut Mailand, Fondazione Milano " Scuola Paolo Grassi, Centro Culturale il Funaro - Pistoia e Andres Neumann International.
“Milano rende omaggio a una grande protagonista, una donna, Pina Bausch, che con il teatrodanza ha realizzato una delle più significative rivoluzioni del teatro del Novecento - spiega il Sindaco Letizia Moratti -. Il grande ritorno del Tanztheater Wuppertal, fortemente voluto dall’Amministrazione, rappresenta per la città un momento di importante riflessione intorno al valore della danza, del teatro, dell’espressività , come dimostrano le numerose iniziative che il Comune di Milano ha promosso proprio in occasione della rappresentazione di Vollmond al Piccolo. Incontri, proiezioni, masterclass per capire, ascoltare, vedere e andare a fondo del genio di Pina Bausch”.
“Il corpo è il tema centrale di tutte le riflessioni di Pina Bausch, che sorgono e agiscono nel movimento " spiega l’assessore alla Cultura Massimiliano Finazzer Flory -. Perchè la danza, il suo teatrodanza, sono appunto i movimenti del teatro verso la danza, dello spazio verso il tempo che è inscritto in noi. Fra l’onirico e il reale i suoi spettacoli sono viaggio, inteso in molti significati, nell’interiorità , nella storia, nel paesaggio, nella natura. Il tutto seguito con la scrupolosa attenzione di chi ha intrapreso nella propria vita un cammino di ricerca senza fine. Con un fondamento che si spinge oltre la tecnica perché la tecnica è sempre un ’presupposto’ poichè " ci insegnava - “certe cose si possono dire con le parole, altre solo con i movimenti”.
“Siamo profondamente grati al Comune di Milano, al Sindaco e all’Assessore, per la passione e l’impegno profuso nel rendere possibile il ritorno a Milano di Pina Bausch e per aver voluto condividere questa straordinaria iniziativa con il Piccolo e le altre importanti istituzioni milanesi - aggiunge il Direttore del Piccolo Teatro di Milano, Sergio Escobar. - L’amicizia e l’affinità artistica tra Pina Bausch e il Piccolo Teatro sono state un filo rosso che ha percorso tutta la nostra storia recente. Pina amava molto il Piccolo: quello dello Strehler è un palcoscenico ideale per le sue creazioni, un luogo capace di dar corpo a quella sua idea di teatro totale, come è accaduto per il teatro musicale con le produzioni mozartiane di Giorgio Strehler e Peter Brook, teatro totale per cui tanto ha lottato, spesso contro una cieca ortodossia che altro non è se non timore di fronte alla travolgente energia del cambiamento”.
Vollmond, in prima assoluta per l’Italia, è uno spettacolo creato da Pina Bausch nel 2006 e già applaudito a Parigi e a New York. In quest’ultima città , nel 2010, ha meritato il premio di miglior spettacolo di danza presentato nell’anno. Vollmond è ricco di elementi di natura, come spesso accade nei pezzi di Pina Bausch. Stavolta lo spazio teatrale è dominato dall’acqua e dalla pietra. L’ambiente è allagato da una pioggia battente e sorvegliato da un gigantesco masso grigio. Alla sua base si forma un acquitrino sempre più gonfiato dal diluvio e attraversato da flussi di nuotate estenuanti dei ballerini in abiti da sera, straordinari nel mettere in scena spietati rituali amorosi.
Vollmond è uno degli spettacoli di Pina Bausch scelti da Wim Wenders per il suo nuovo film Pina, grandiosa opera in 3 D dedicata alla capofila del Teatrodanza (la prima proiezione mondiale avverrà nel prossimo Berlin Film Festival a metà febbraio, proprio negli stessi giorni in cui Vollmond sarà in scena a Milano). Da oltre vent’anni Wim Wenders desiderava tradurre nel linguaggio cinematografico la rivoluzione del Tanztheater di Pina Bausch, e solo l’avvento della tecnologia digitale 3 D lo ha convinto a realizzare il progetto, iniziato a fianco della coreografa tedesca e portato a termine nei mesi successivi alla sua morte.
La potente ed eterogenea colonna sonora di Vollmond è l’unica disponibile in CD tra quelle degli spettacoli del Tanztheater Wuppertal Pina Bausch.
LA SCHEDA
Piccolo Teatro Strehler (largo Greppi " M2 Lanza), dal 10 al 13 febbraio 2011
Tanztheater Wuppertal Pina Bausch
Vollmond
Ein Stück von Pina Bausch
regia e coreografia Pina Bausch
scene e video Peter Pabst
costumi Marion Cito
collaborazione musicale Matthias Burkert, Andreas Eisenschneider
collaborazione Robert Sturm, Daphnis Kokkinos, Marion Cito
con Pablo Aran Gimeno, Rainer Behr, Damiano Ottavio Bigi, Clèmentine Deluy, Ditta Miranda Jasjfi, Dominique Mercy, Nazareth Panadero, Helena Pikon, Jorge Puerta Armenta, Azusa Seyama, Julie Anne Stanzak, Michael Strecker, Fernando Suels Mendoza, Tsai-Chin Yu
musiche di Amon Tobin, Alexander Balanescu con il Balanescu Quartett, Cat Power, Carl Craig, Jun Miyake, Leftfield, Magyar Posse, Nenad Jeliç, Renè Aubry, Tom Waits
Promosso e presentato dal Comune di Milano - Assessorato alla Cultura
In collaborazione con il Piccolo Teatro di Milano
Un evento a cura di Andres Neumann International
Orari: giovedì e venerdì ore 20.30; sabato ore 19.30; domenica ore 16
Durata dello spettacolo: 150 minuti con intervallo
Prezzi: platea 50 euro, balconata 35 euro
Informazioni e prenotazioni 848800304 - www.piccoloteatro.org - www.piccoloteatro.tv
Letizia Moratti - Sindaco Massimiliano Finazzer Flory - Assessorato Cultura
Le Sacre du Printemps - Photo Ulli Weiss
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