Monza: Lo studio di Bankitalia recentemente diffuso, in cui si asserisce che “gli immigrati non portano via il lavoro agli italiani”, pare mirato a decolpevolizzare un Governo, quello Berlusconi, che ha vinto le elezioni anche starnazzando slogan che garantivano una risoluzione seria al problema immigrazione illegale; Pare mirato a decolpevolizzare gli sfruttatori di lavoro che invece di creare un sistema di competitività tesa al miglioramento qualitativo del lavoro stesso, preferiscono avvicinare la classe lavorativa alla schiavitù, tramite stipendi da fame; Pare mirato a decolpevolizzare tutti i governi della repubblica che, dalla seconda metà degli anni ottanta del novecento, non sono stati all’altezza della situazione e che hanno utilizzato la questione immigrazione sostanzialmente solo a fini elettorali e propagandistici ma che, in sostanza, non l’hanno mai affrontata seriamente: i risultati non si valutano a parole ma coi risultati.
Chi sostiene che l’immigrazione illegale non ha tolto il lavoro agli italiani, prima di tutto commette “reato” ideologico, perché giustifica di fatto l’illegalità e, inoltre, non tiene conto che la situazione di illegalità , conseguente all’atto immigratorio stesso, che si riversa nel Paese. Tutto questo accade per colpa delle inette istituzioni della repubblica italiana, subordinate di fatto a quel “reato” ideologico, e ha portato a una situazione di degrado che si può definire di subumanizzazione della società , perché gli effetti di una società che ammette lo sfruttamento del lavoro a livelli di schiavitù, riguardano tutta la società e non solo chi ne è direttamente interessato. Troppo frequentemente il lavoro offerto agli immigrati irregolari, e spesso anche a quelli regolari o regolarizzati, è assolutamente sottopagato dai nuovi negrieri ed è chiaro, lampante e lapalissiano che solo persone che sono disposte a vivere in venti in un bilocale, possono sostenersi con stipendi da miseria e questo ha un riflesso inevitabile su tutta la società e in particolare sul mondo del lavoro, perché un cittadino italiano o comunitario che è nato in una società che si prospettava civile e che vuole vivere secondo gli standard di civiltà , non vuole e soprattutto non può accettare lavori che sono pagati con stipendi da miseria, perché non gli consentono di sopravvivere. Inoltre chi sostiene che le badanti sono una risorsa enorme per la nostra società , pecca di ipocrisia o di ignoranza perché non ci si deve dimenticare che la necessità delle badanti sono la conseguenza della decadenza e della nonevoluzione delle strutture sociali, sia a causa della disgregazione dei valori familiari, che per il semplice fatto che in questa repubblica i servizi sociali offerti non sono a livello di una Nazione che vorrebbe ritenersi civile.
La “risorsa enorme per la nostra società ” è quella che non c’è perché lo Stato, che dovrebbe offrirla, latita; Le badanti sono un tappo sociale. Gli altri effetti di una immigrazione gestita demenzialmente, noi cittadini li paghiamo anche con l’importazione di malattie, tra cui casi di lebbra, di criminalità , di abbassamento culturale e di tensione sociale causata da tutti questi fattori e dall’immissione di grosse aliquote di popolazioni non compatibili con la nostra società . Il sottoscritto, nato a Milano, è figlio di un australiano immigrato per motivi di studio e di una italiana, cosa che mi ha permesso di avere sempre un punto di vista che non fosse a senso unico e di analizzare la questione immigrazione in modo sereno e non come conseguenza di fattori ideologici; Osservando l’evolversi della situazione immigrazione nel nostro Paese, sono arrivato alla conclusione che non si può parlare di evoluzione della questione immigrazione ma solo di involuzione, fattore causato dalla enorme ignoranza che regna in Italia in questa materia, a partire da tutti coloro che, anche per interessi politici o da negriero, sostiene falsamente che anche gli italiani emigrarono nelle medesime condizioni. Gli italiani emigrarono sempre e solo regolarmente e, spesso, in conseguenza di accordi tra i nostri governi e quelli di altri Paesi.
Chi, in nome di distorti concetti di libertà , sostiene che è giusto che si possa immigrare clandestinamente, favorisce, con la sua ideologia, il crimine e tutti gli altri fattori negativi di un tale tipo di immigrazione e destituisce moralmente le istituzioni preposte a questo scopo, cioè le Ambasciate e i Consolati che rappresentano il nostro Paese nel mondo e che sono parte integrante dello Stato. La classe politica della repubblica italiana, più intenta a rubare fondi allo Stato tramite stipendi iperbolici e altro, invece di studiare e poi applicare i modelli di regolamentazione di immigrazione presenti in Stati di lunga tradizione immigratoria, ha preferito gestire la cosa a parole, o meglio tramite slogan di partito e quindi ci ha portato al disastro, all’invasione. Lo studio di Bankitalia è tendenzioso e sembra preparato ad hoc per coprire le spalle a un governo che tradisce i suoi elettori un’altra volta, tramite “sanatorie” in tutti i campi, incluso quello della immigrazione. Le sanatorie sono la prova tangibile del fallimento della gestione della politica e dello Stato. Tornando ai modelli stranieri che si potevano prendere a esempio, questi ci avrebbero garantiti, perché generalmente sono costituiti da un esame che valuta l’individuo da un punto di vista umano e sociale, cioè, nel particolare, per esempio, si valuta se il candidato è a conoscenza della lingua del Paese in cui si intende immigrare, i titoli di studio, l’età , la situazione penale, la salute eccetera, tutti fattori che determinano un punteggio e che garantiscono, almeno entro certi limiti, di fare immigrare persone che non divengano un peso sociale, che non delinquano, che siano accettate e compatibili alla società e tutta una serie di fattori che rendono l’immigrazione una cosa utile alla società , invece di disgregarla come avviene da noi. La valutazione “a punteggio” offre anche la possibilità di ottenere la “assunzione” da parte della Nazione di persone di cui si necessita e quindi di evitare che si colmino le necessità col caso e, spesso, con l’approssimazione. Inoltre i governi “intelligenti” si riservano il diritto di determinare delle aliquote a seconda della provenienza degli immigrati, fattore fondamentale che permette a qualsiasi società di progredire in armonia nonostante le differenze; Cioè quando i fattori etnico-culturali e religiosi sono bilanciati e proporzionati, non mettono a rischio la stabilità di una società . È ovvio che quando si tratta di rifugiati, il discorso è diverso ma questo status deve essere dimostrabile e seguire dei criteri che non mettano a repentaglio il concetto di civiltà su cui la nostra società si fondò e su cui tuttora auspica di basarsi. L’operato, o meglio il lassismo, dei governi della repubblica italiana in materia di immigrazione è criminoso nei confronti della società che dovrebbe rappresentare e anche nei confronti dell’Unione Europea di cui siamo parte integrante, perché la non-politica della repubblica è stata per un quarto di secolo, ed è tuttora, causa di problemi enormi in tutta l’Unione Europea stessa. Bankitalia, diffondendo la sua ideologia di parte, contribuisce all’accettazione della subumanizzazione della nostra società e all’accettazione di un processo di rapida disgregazione sociale che va’ risolto, non nascosto sotto il tappeto con frasi non corrispondenti alla realtà dei fatti.
Matteo Cornelius Sullivan
Reggente del Partito della Alternativa Monarchica
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